Salta al contenuto principale

Operazione a Cosenza per rapina e tentata estorsione

Auto rubata fa scattare vendette e interessi malavitosi

Calabria
Chiudi
Apri
Nella foto: 
Un'operazione dei carabinieri
Tempo di lettura: 
2 minuti 38 secondi

COSENZA - Oltre cinquanta carabinieri del Comando provinciale di Cosenza sono stati impegnati in un'operazione, con ausilio di unità cinofile, per eseguire sei misure restrittive, emesse dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Castrovillari.

In particolare, l'operazione ha interessato i comuni di Crosia, Pietrapaola e Cariati, dove i carabinieri della Compagnia di Rossano, hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di quattro soggetti. Si tratta di due uomini di Crosia: Serafino Perfetti, 40 anni, e Rosario Le Fosse, 31, un cariatese, Rocco Pirillo, 34, e di un cosentino residente a Pietrapaola, Antonio Cirigliano, 54, indagati per i reati di rapina e tentata estorsione in concorso. 

L'operazione, denominata “Doppio Gioco”, è stata avviata dopo che nel mese di maggio di quest’anno, è stata rubata un’utilitaria in Cosenza, il cui proprietario è un settantatreenne di Longobucco. L’anziano si era rivolto ad un meccanico bocchiglierese quarantottenne, il quale si sarebbe adoperato con attività di intermediazione con soggetti che operano nel capoluogo bruzio per rinvenire la vettura, a fronte del pagamento della somma di 1.500 euro.

Il figlio della vittima del furto, Serafino Perfetti, forse non soddisfatto della proposta fatta dal meccanico, a sua volta avviava contatti con soggetti dell’ambiente cirotano attraverso Antonio Cirigliano. Perfetti avrebbe, quindi, incontrato il meccanico, a Mirto Crosia, per discutere sul rinvenimento dell’utilitaria. All’appuntamento, tuttavia, si presentavano, come ricostruito grazie alle immagini di un impianto di videosorveglianza, all’analisi dei tabulati telefonici, all’analisi dei gps installati sulle autovetture ed al riconoscimento effettuato dalla persona offesa, due cirotani, rispettivamente di trentanove e trentuno anni. Pirillo, Perfetti e Lefosse avrebbero attirato il malcapitato in una via isolata e, dopo averlo fatto scendere dal proprio fuoristrada, lo avrebbe malmenato e rapinato del mezzo, minacciandolo di adoperarsi per il rinvenimento dell’utilitaria trafugata a Cosenza e per riottenere il fuoristrada, senza l’esborso di alcuna somma di denaro.

Il meccanico, il giorno seguente, ha denunciato alla Stazione Carabinieri di Bocchigliero il furto del proprio fuoristrada, non raccontando quanto accaduto per paura di ritorsioni. Solo l’intuito del comandante di Stazione, insieme ad una rete di informazioni acquisite, ha permesso di avviare le indagini necessarie.

Il 27 maggio, una pattuglia dei carabinieri di Cosenza ha ritrovato, nel corso di un servizio di controllo del territorio, l’utilitaria scoperta, per cui il fuoristrada è stato pprima posizionato lungo una strada che da Crosia collega a Cropalati e poi rinvenuto dai carabinieri della Stazione di Mirto Crosia.

 

Perfetti, è emerso dalle indagini, avrebbe anche "ringraziato" i cirotani intervenuti, consegnando loro la somma di settecento euro. Le indagini, codotte idalla Stazione Carabinieri di Mirto Crosia e coordinate dal procuratore della Repubblica di Castrovillari, Eugenio Facciolla, insieme al sostituto procuratore della Repubblica Antonino Iannotta, sono state da subito serrate e si sono articolate sentendo alcune persone informate sui fatti, sull’analisi di filmati di impianti di videosorveglianza, attività tecnica e servizi di osservazione.

All’operazione hanno preso parte oltre cinquanta carabinieri con l’ausilio delle unità cinofile di Vibo Valentia ed al termine delle formalità di rito, Pirillo, Perfetti e Lefosse sono stati trasferiti presso la casa circondariale di Castrovillari, mentre Cirigliano è stato sottoposto agli arresti domiciliari nella propria abitazione.

Ti sei ricordato di condividerlo con i tuoi amici?