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La tragedia di Gizzeria, grande commozione alle esequie

Il Vescovo: «La morte è venuta come un ladro all'improvviso»

Calabria
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L'arrivo delle bare alle esequie
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GISSERIA (CATANZARO) - Si sono tenuti all'aperto in un'area adiacente la Chiesa di Santa Caterina di Gizzeria (Catanzaro), i funerali di Stefania Signore (30 anni) e dei figlioletti Cristian (7 anni) e Nicolò (le cui spoglie sono state trovate solo ieri - LEGGI) Frijia (2 anni), le tre vittime dell'alluvione che gli scorsi 4 e 5 ottobre ha devastato varie zone della Calabria (LEGGI LA CRONACA DELL'APOCALISSE DI PIOGGIA DEL 5 OTTOBRE).

La decisione di tenere i funerali all'aperto è stata conseguente all'esigenza di consentire il massimo afflusso alle esequie che hanno generato una grande emozione nelle diverse migliaia di persone giunte. In tanti, infatti, si sono stretti attorno al marito e padre Angelo Friija che in un attimo ha perso l'intera famiglia.


 

Dietro il palco allestito per la celebrazione liturgica campeggia uno striscione in omaggio a Stefania e ai figlioletti che recita "... E se tu guardi su sono le cose piu' belle a far brillare le stelle". Presenti anche i gonfaloni di diversi Comuni.

A presiedere la cerimonia è stato il vescovo di Lamezia Terme, monsignor Luigi Cantafora il quale ha ribadito: «Certo questa terra di Calabria non può piangere più, non vuole piangere più. Diciamo questo perché il Signore ci consegna gli uni agli altri perché possiamo realizzare un mondo migliore. Noi invece maltrattiamo questa terra, non la curiamo».

Il pastore della diocesi si è rivolto ad Angelo Frijia, marito e padre delle vittime, rimasto solo, e a tutti i familiari. «Siamo tutti - ha detto - molto addolorati e attoniti. Ma siamo qui e ci stringiamo a voi con affetto perché siamo sicuri che riceveremo dal Signore una Parola capace di portare pace al nostro cuore in questo momento di grande prova. Grazie a Dio e all’impegno di tanti il corpo del piccolo Nicolò è stato ritrovato. Noi ringraziamo la Protezione civile, le forze dell’ordine e i volontari perché senza tregua e senza risparmiarsi in questi giorni hanno continuato le ricerche. Adesso - ha detto ancora il vescovo - è il tempo in cui il dolore ha bussato alla porta, ma è soprattutto il tempo della fede nuda. La morte è venuta come un ladro, all’improvviso, ma certamente Stefania, Cristian e Nicolò sono nella pace».

Anche il ministro dei Trasporti Danilo Toninelli ha voluto inviare un proprio messaggio ai familiari e alla comunità, letto durante le esequie a Gizzeria dal deputato M5s Giuseppe d’Ippolito: «In questa giornata di lutto per la città di Lamezia Terme e per l’Italia intera, esprimiamo il nostro più sentito cordoglio al signor Angelo Frija ed ai congiunti delle vittime dell’alluvione dello scorso 4 ottobre: Stefania Signore e i suoi due piccoli figli, Christian di 7 anni e Nicolò di soli 2 anni, strappati con violenza all’affetto dei propri cari».

Nel messaggio, inoltre, si legge: «È inconcepibile che nel 2018 in Italia si possa morire in maniera così assurda. Il Governo italiano assicura il proprio impegno, prioritario, per la sicurezza dei singoli territori. Simili tragedie non possono ripetersi. È nostro preciso dovere intervenire con determinazione, serietà e concretezza. A tutta la comunità giunga il nostro abbraccio commosso e la nostra vicinanza personale e istituzionale». 

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