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Reggio Calabria, sgomberato immobile in cui viveva un imprenditore vicino alle cosche di 'ndrangheta

Calabria
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La Guardia di Finanza davanti a uno degli immobili sequestrati
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REGGIO CALABRIA - Sgomberato questa mattina l’immobile nel quale risiedeva un noto imprenditore reggino, Gioacchino Campolo, detto "il re dei videopoker", condannato a una pena detentiva per estorsione aggravata dal metodo mafioso, nei cui confronti l’Autorità Giudiziaria ha disposto la confisca di un ingentissimo patrimonio di oltre 330 milioni di euro: oltre 250 immobili, opere d’arte e beni di interesse storico artistico, dipinti d’autore e attività imprenditoriali.

L'imprenditore è considerato vicino a pericolosissime cosche di ‘ndrangheta, operanti a Reggio Calabria, dove per anni hanno condizionato il sistema economico locale.

"L'operazione è emblematica - si legge in un comunicato della Prefettura di Reggio Calabria - dell’efficacia delle strategie di contrasto alla ‘ndrangheta e alle sue articolazioni, nel delicato settore delle misure patrimoniali, dall’altro assume una particolare valenza sotto il profilo etico, sociale e culturale. Accanto all’attività di prevenzione e di repressione, infatti, l’attacco ai benefici economici, acquisiti con la forza della violenza e dell’intimidazione, è un elemento fondamentale sul piano del ripristino della legalità. In questa prospettiva è necessario che i beni sottratti alla criminalità diventino “presidi di legalità”, forieri di rinnovate relazioni economiche, sane e legali affinchè divengano occasione di rilancio economico, soprattutto per le aree geografiche maggiormente interessate dal fenomeno mafioso, ponendo il lavoro al centro di un nuovo percorso di riscatto civile e sociale".

L’immobile sgomberato sarà destinato a ospitare una sede dell’Arma dei Carabinieri.

“Dare un segnale molto forte nella lotta alla criminalità organizzata – ha affermato il Prefetto di Bari - è fondamentale e non solo sotto il profilo etico. Queste azioni, infatti, non solo rafforzano la fiducia nello Stato, nelle Istituzioni, in particolare nella Magistratura e nelle Forze di Polizia che ringrazio per il diuturno efficace lavoro, ma contribuiscono anche a rinvigorire la reazione della società civile alla pervasività della ‘ndrangheta e ai suoi disvalori”.

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