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Maltempo, aziende in ginocchio: lavoro a rischio

A Crotone scatta anche l'allarme ambientale

Calabria
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Una delle attività devastate
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CROTONE - Dopo la violenta tromba d'aria che ha investito la zona industriale di Crotone nella giornata di domenica, i danni sono ingenti e sono molte le aziende in seria difficoltà. Danni che, tra l'altro, riguardano anche alcune zone della provincia come Strongoli e Steccato di Cutro. 

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Da parte delle istituzioni di Crotone c'è, però, un altro allarme da gestire: serve un immediato intervento del Ministero dell’Ambiente per evitare un’emergenza ambientale. In questo contesto, il presidente della Regione, Mario Oliverio, si è recato stamani a Crotone per un sopralluogo, annunciando che «oggi stesso faremo richiesta di calamità naturale al Governo. Chiederemo sia contemplata una linea di intervento a sostegno delle imprese perché l’apparato produttivo deve essere aiutato per evitare che sia messo in ginocchio». 

«Ho constatato - ha detto Oliverio - che lavoratori ed imprese hanno reagito ed è un buon segno. Ma non significa che le difficoltà sono rimosse. Sono enormi. Non possiamo permettere che la struttura produttiva, che dà lavoro a migliaia di persone, possa essere cancellata da un tornado. La Regione valuterà quello che può fare senza risparmiarsi. Siamo impegnati su una linea di sostegno. Le realtà consolidate devono essere difese. Valuteremo gli spazi di manovra che abbiamo. Per fronteggiare queste emergenze servono interventi legislativi e organizzativi per assumere le misure richieste in queste situazioni».

L'emergenza ambientale, invece, riguarda il depuratore consortile nella zona industriale di Crotone che è stato messo fuori uso dal tornado. Lo stato di emergenza sarà chiesto dal prefetto di Crotone Cosima Di Stani, così come deciso al termine del sopralluogo effettuato oggi insieme al governatore della Calabria Mario Oliverio ed al sindaco di Crotone Ugo Pugliese.

Il depuratore tratta le acque di falda della Syndial, contaminate dai metalli pesanti della produzione delle fabbriche. Si tratta di una vera e propria emergenza di carattere ambientale in quanto le acque contaminate non trattate potrebbero avere conseguenze devastanti per la salute pubblica.

Il depuratore è del Corap, il Consorzio regionale della attività produttive, ed effettua, oltre al trattamento biologico, anche quello delle acque di falda, che contengono scorie altamente tossiche e che potrebbero finire direttamente in mare. Il depuratore da ieri non è più in funzione, ma mentre il trattamento biologico dovrebbe riprendere in serata (nelle vasche sono finite le lamiere ed i detriti portati dal tornado), per poter depurare le acque della Syndial serviranno almeno dieci giorni in quanto sono state rotte le condutture dei reagenti che permettono la depurazione.

Per questo il prefetto Di Stani, considerata la gravità della situazione, ha chiesto che la problematica sia assunta direttamente dal ministero dell’Ambiente e che sul posto sia inviata una ditta altamente specializzata per riparare il danno nel più breve tempo possibile. Difficile anche trovare soluzioni alternative anche perché la produzione di acque di falda è di 5000 metri cubi al giorno e servirebbero 8 autobotti all’ora per trasportarle in un altro depuratore dotato del sistema Taf (trattamento acque di falda) lontano da Crotone.

Intanto, le previsioni meteo non promettono nulla di buono per la giornata di domani, martedì, con codice giallo in gran parte della regione e allerta arancione sulla fascia tirrenica settentrionale della Calabria (LEGGI LE PREVISIONI). 

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