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La sanità finisce nel mirino delle verifiche antimafia

Commissione di accesso disposta all'Asp di Catanzaro

Calabria
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Gli uffici dell'Azienda sanitaria di Catanzaro
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CATANZARO - Disposto dal prefetto di Catanzaro, Francesca Ferrandini, un accesso ispettivo antimafia presso l’Azienda sanitaria provinciale di Catanzaro. Un viceprefetto e due colonnelli si sono presentati questa mattina nell’ufficio del direttore generale facente funzioni, Giuseppe Giuliano, per comunicare i motivi della decisione e stilare un cronoprogramma dell’attività che sarà portata avanti al fine di acquisire tutti gli atti ritenuti necessari a far luce su eventuali ingerenze della ‘ndrangheta.

Sotto i riflettori ci sarebbero gli ultimi quattro anni di gestione dell’Asp, guidata dagli ormai ex direttori generali Mario Catalano e Giuseppe Perri e, attualmente, dal direttore generale facente funzioni, Giuseppe Giuliano. Iniziativa analoga a quella assunta lo scorso mese di luglio dal Prefetto di Reggio Calabria, Michele di Bari, per l’Asp di Reggio Calabria (LEGGI), sempre su delega del Ministero dell’Interno.

Nel caso di Catanzaro, si tratta di un’ispezione ad ampio raggio, che ovviamente non tralascerà neanche gli aspetti della recente inchiesta “Quinta bolgia”, che ha travolto i vertici dell’azienda sanitaria provinciale per la gestione allegra del servizio delle autoambulanze gestito da una società lametina in odor di mafia (SCOPRI TUTTI I CONTENUTI SULL'OPERAZIONE QUINTA BOLGIA).

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