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Tribunale Vibo, dopo il buio scoppia il caso delle aule fredde

La denuncia del giudice Nasso inviata al Ministero e al Csm

Calabria
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Il tribunale nuovo di Vibo Valentia
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GIANLUCA PRESTIA

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Giornalista Pubblicista dal 2000 e Professionista dal 2008, collabora col Quotidiano dal 2002 diventando poi redattore di Cronaca nera e giudiziaria ma spaziando anche in altri settori. 

VIBO VALENTIA - Il giudice Ilario Nasso deve essere arrivato proprio al limite per investire il Consiglio superiore della magistratura e il Ministero della giustizia. E, in effetti, ha ragione da vendere vista la situazione con la quale lui, come tutti quelli che operano nel nuovo Tribunale sono costretti a sopportare quotidianamente: il gelo e il buio di alcuni ambienti.

L’imponente edificio di via Lacquari, a causa del calo delle temperature, si è infatti trasformato in un enorme frigorifero rendendo quasi proibitivo lo svolgimento delle attività al suo interno. Il giudice Nasso, a capo della sezione Lavoro e Previdenza del Tribunale di Vibo, se avesse potuto, avrebbe chiuso tutto ma non l’ha fatto perché è una persona seria e questo implica assolvere ai «propri doveri d’ufficio» anche se le condizioni ambientali non lo consentono. Pertanto, ha continuato a svolgere la propria attività fino all’orario di chiusura. Però, siccome “scripta manent”, ha voluto denunciare in due occasioni (28 novembre e 19 dicembre scorsi) la situazione in corso illustrandola direttamente sul registro delle udienze di mercoledì scorso.

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«Questo Giudice del Lavoro - queste le parole di Nasso - dà atto d’aver tenuto l’odierna udienza (il 28 novembre, ndr) al solo fine d’adempiere ai propri doveri d’ufficio, nonostante le rigide temperature raggiunte all’interno del locale adibito a sua aula d’udienza e sito nella sede staccata del Palazzo di Giustizia vibonese di via Lacquari, in conseguenza delle quali le parti presenti, a parziale rimedio dell’invivibilità dell’ambiente, sono costrette a non spogliarsi del soprabito, il quale tiene luogo del sistema di riscaldamento del tutto inservibile e non operativo. Il sottoscritto magistrato rappresenta, altresì, la persistente oscurità, pressoché totale, del corridoio di comunicazione dell’aula d’udienza con la cancelleria (e la stanza) del magistrato medesimo, percorso anche dall’utenza esterna, oltreché dai dipendenti in servizio, e segnala, inoltre, come, nel caso dell’udienza, per alcuni secondi sia mancata la corrente elettrica e l’illuminazione dell’aula».

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Passano i giorni, ma la situazione non cambia. Anzi il freddo si fa più pungente e pertanto il giudice Nasso prende nuovamente carta e penna e si rivolge questa volta all’Azienda sanitaria provinciale e all’Ispettorato del Lavoro di Vibo: «Si dà atto della persistenza – ininterrotta – delle proibitive condizioni ambientali di svolgimento dell’udienza, a motivo delle temperature insopportabilmente rigide, con pregiudizio per la salute del Giudice, dei Procuratori e delle parti presenti, e conseguentemente dispone trasmettersi la presente relazione». Insomma, per far arrivare un giudice ad esporsi in questo modo vuol dire che la situazione è realmente critica. Ora il tribunale nuovo chiuderà per qualche giorno per via delle festività. Si spera portino “consiglio” e soprattutto calore in quell’enorme edificio.

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