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Vibo, celebrare udienze al freddo a soli 11 gradi

Il giudice si appella al presidente del tribunale

Calabria
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Nella foto: 
Il termometro portato dal giudice in aula che segna 11 gradi
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2 minuti 16 secondi

GIANLUCA PRESTIA

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Giornalista Pubblicista dal 2000 e Professionista dal 2008, collabora col Quotidiano dal 2002 diventando poi redattore di Cronaca nera e giudiziaria ma spaziando anche in altri settori. 

«ANDATE pure a riscaldarvi, voi che potete». La voce quasi sconsolata è quella del giudice Ilario Nasso, catapultato dalla scorsa estate alla disastrata Sezione Lavoro e Previdenza del Tribunale che sta cercando di riportare, con caparbietà e non poche difficoltà, ad una situazione dignitosa. Il problema è che in questo periodo non viene messo nelle condizioni di poterlo fare in modo adeguato. Il motivo è sempre lo stesso: il gelo che regna nell'aula del nuovo palazzo di giustizia di via Lacquari. Tant'è che ieri mattina, il magistrato originario di Taurianova, ha portato con sé un termometro per misurare la temperatura nel locale. E la lancetta si è fermata sull’11. Undici gradi.

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Una situazione vergognosa che costringe tutti a stare in udienza con cappotti, sciarpe e in qualche caso cappelli, ad essere esposti a malanni come peraltro già avvenuto. Il giudice Nasso, con elevato senso del dovere, non ha mai sospeso le udienze perché se anche le condizioni climatiche non lo consentono, il percorso della legge deve andare avanti. Ma c'è pur sempre un limite. E quello sta per essere oltrepassato. Il giovane magistrato in due precedenti occasioni aveva scritto sul registro d'udienza le proibitive condizioni di lavoro disponendo la trasmissione dell'atto al ministero della Giustizia, al Csm, al presidente del Tribunale, all'Azienda sanitaria e alla Corte d'Appello (LEGGI LA NOTIZIA).

Ma nessuna risposta è mai arrivata alle sue istanze. Tutti si lamentano ma nessuno prende posizione, questo il succo del discorso. Magari Nasso spera che anche l'Ordine degli avvocati si faccia sentire ma al momento tutto tace. E così, ieri mattina, dopo aver fatto notare ai presenti la temperatura dell'aula, e una volta terminate le udienze, ha scritto una nuova nota nel registro: «Facendo seguito alle precedenti note redatte in calce al registro del 28 novembre e 19 dicembre scorsi, nonché la propria relazione al presidente del Tribunale del 15 dicembre 2018; constatata la sussistenza in aula di temperature pari a 11 gradi; ritenuto come la predetta circostanza contrasti con il disposto dell'articolo 65, allegato IV, del decreto legislativo 81/08 (la legge in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro, ndr) e comunque oltrepassi i già elementari limiti di vivibilità e salubrità degli ambienti, così come di dignità della persona del magistrato e delle altre parti in udienza, oltre che di normale esplicazione dell'attività lavorativa e giudiziaria, pure interamente esaurita, come da ruolo di udienza odierno», questo giudice trasmette «la presente nota, senza ritardo, al signor presidente del Tribunale per le determinazioni di competenza, ivi inclusa – ove ritenuto – la convocazione del servizio di vigilanza sull'igiene e sicurezza dell'amministrazione della giustizia».

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Si parlava di pazienza. L'impressione è che quella del giudice Nasso sia ormai agli sgoccioli.

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