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Operazione Ossessione, non solo vibonesi

Nel narcotraffico anche diversi cittadini stranieri

Calabria
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Nella foto: 
Antonio Narciso
Tempo di lettura: 
1 minuto 13 secondi

di GIANLUCA PRESTIA

CINQUE organizzazioni criminali, che operavano in sinergia tra loro. L'indagine “Ossession” rivela, dunque, questo particolare transazionale e pone nella prima i fratelli Costantino (Giuseppe, Fabio e Salvatore Antonino) e dal Campisi ai vertici, è quella che ha organizzato i tentativi di importazione in Italia di ingenti quantitativi di stupefacente del tipo cocaina; inoltre Fabio e Salvatore hanno organizzato l'importazione dell'ingente quantitativo di hashish e del carico di prova di 430 kg circa, buona parte dei quali destinati ad Antonio Narciso.

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La seconda organizzazione è quella "venezuelana" ed era guidata da un soggetto soprannominato "El Gordo" (Il grasso, ndr) non meglio identificato, preposta alla produzione e comunque alla fornitura di stupefacenti si scala mondiale; organizzazione che si interfacciava con il sodalizio in trattazione per il tramite di Clara Ines Garcia Rebolledo, perennemente in contatto con Michele Viscotti. La terza, "quella colombiana", i cui referenti e partecipi non sono stati identificati, si interfacciava con il sodalizio calabrese per il tramite di Gina Alessandra Forgione (nipote, di Garcia Rebolledo) e Julio Andres Mourillo Figueroa, personaggio che in passato è stato in contatto con il padrone della droga, Pablo Escobar.

Quindi, la quarta organizzazione, quella "marocchina", i cui referenti e partecipi non sono stati identificati compiutamente e che si interfacciavano con il sodalizio italiano per il tramite di Vito Jordan Bosco. Infine un quinto sodalizio, quello "olandese", i cui emissari sono i soggetti non compiutamente identificati Rachid El Aaddouyi e Naser Ychylani , in rapporti con Viscotti.

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