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Il giallo di una ragazza cosentina morta in casa

Soccorsa per una caduta, il sospetto è femminicidio

Calabria
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Maria Sestina Arcuri
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TREBISACCE (COSENZA) – Avremmo potuto scrivere di un tragico incidente domestico che ha causato il decesso di Maria Sestina Arcuri, 25 anni, originaria di Nocara, piccolo centro montano dell’Alto Jonio cosentino, mentre siamo indotti dai fatti a parlare di un decesso tinto di giallo. Maria Sestina Arcuri, ragazza spigliata e solare, lascia Nocara e la sua famiglia per trasferirsi a Taranto per fare la parrucchiera e poi a Roma dove risulta particolarmente apprezzata in grosso centro di acconciature.

A novembre scorso si trasferisce a Viterbo dove va a convivere con il compagno, A.L. suo coetaneo. Da quanto appreso, il giovane è particolarmente geloso di Maria Sestina e a lei il rapporto con il suo uomo, morbosamente geloso, comincia a stare stretto. Adesso entriamo nel campo delle ipotesi su quanto accaduto e che ha portato al decesso della ragazza di Nocara, dopo due giorni di coma.

Lunedì mattina, dalla casa della nonna del compagno di Maria Sestina, dove la coppia viveva, viene richiesto l’intervento del 118. La ragazza sarebbe caduta dalle scale battendo violentemente la testa, mentre con il compagno si apprestava a recarsi al lavoro, a Roma. All’ospedale di Viterbo l’equipe neurochirurgica la sottopone a sette ore di intervento nel tentativo di riassorbire il grosso ematoma cerebrale. Gli stessi medici, però, si sarebbero resi conto che, forse, quel cranio fracassato e quel volto quasi irriconoscibile, poteva essere poco compatibile con l’ipotetico ruzzolone dalle scale.

Da qui l’informativa d’obbligo alle forze dell’ordine e, conseguentemente, l’apertura di un fascicolo d’indagine. Intanto, Maria Sestina, dopo l’intervento di neurochirurgia, è in coma profondo e la prognosi rimane riservata anche se, da subito, il quadro clinico della ragazza è tutt’altro che rassicurante e non induce ad un seppur cauto ottimismo. Le forze dell’ordine interrogano A.L. sulla dinamica dell’accaduto.

Il giovane, pare (il campo delle ipotesi è obbligatorio in quanto non si ha ufficialità su quanto riferito ma i familiari si basano su indiscrezioni), si sarebbe contraddetto riferendo due versioni che sono al vaglio degli inquirenti. Inoltre, pare che la casa viterbese della nonna del giovane, che ospitava la coppia, non abbia scale tali da provocare ruzzoloni disastrosi, compatibili con le ferite riportate da Maria Sestina.

Ragione per cui la casa sarebbe stata posta sotto sequestro cautelare per consentire ai Ris di svolgere i necessari sopralluoghi per fare luce su un decesso le cui cause non risultano essere chiare. Sequestro cautelare che ha impedito anche ai familiari della ragazza l’accesso all’abitazione per prendere gli abiti di Marie Sestina e rivestirla dopo l’autopsia. I familiari ne hanno dovuto acquistare di nuovi in un negozio.

Dicevamo dell’autopsia. Disposta dalla Procura della Repubblica di Viterbo, è stata eseguita ieri mattina allo scopo di fare luce e dare certezze su un decesso che appare sempre più avvolto nel mistero, soprattutto sul momento del presunto incidente perché rimane in piedi l’ipotesi che la ragazza possa avere subito quel grave trauma cranico addirittura la sera prima.

A Viterbo si sono recati i familiari più stretti della ragazza: uno zio, vigile urbano a Canna ed il fratello maggiore di Maria Sestina, Domenico. Il papà Nicola, la mamma Caterina Acciardi ed il fratello minore William, restano a Nocara insieme ad altri parenti e familiari, cui l’intera comunità di Nocara cerca di dare conforto.

Questa mattina Domenico dovrà recarsi alla morgue per firmare i documenti che autorizzano la restituzione del corpo di Maria Sestina ai familiari ed al trasferimento della salma in Calabria, nella sua Nocara dove, probabilmente sabato, saranno celebrati i funerali.

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