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Migrante morto nella baraccopoli, partita la marcia

Cgil a San Ferdinando per chiedere «interventi efficaci»

Calabria
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Moussa Ba, il migrante morto nel rogo
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SAN FERDINANDO (REGGIO CALABRIA) - E' partita nel tardo pomeriggio la marcia dalla baraccopoli verso il Comune di San Ferdinando organizzata dalla Cgil dopo l’ennesimo incendio che ha provocato la morte del migrante di nazionalità senegalese Moussa Ba (LEGGI LA NOTIZIA). Alla marcia hanno partecipato, oltre a dirigenti sindacali della Cgil, una decina di migranti, il sindaco di Cinquefrondi Michele Conia, e dirigenti politici del territorio.

Tutto questo, avviene dopo una giornata di proteste e tensioni, anche se non ci sono stati incidenti o manifestazioni. I primi ad assumere posizioni di critica per la mancato attuazione di di provvedimenti, sono state proprio le organizzazioni sindacali (LEGGI LE REAZIONI).

Nel corso della marcia, Giovanni Mininni, della segreteria nazionale della Flai Cgil, ha evidenziato: «Lo Stato deve trovare forme di intervento più efficaci per rispondere ad emergenze come questa. Ci siamo stancati di assistere ad un morto ogni tre mesi per le condizioni disumane nelle quali sono costrette a vivere i migranti. Occorre applicare - ha aggiunto - la legge 190 che prevede tra l’altro oltre alla lotta al caporalato anche la convocazione del tavolo speciale sull'agricoltura dentro il quale individuare le soluzioni più idonee per affrontare il problema. Certo non si risolvono i problemi di natura abitativa se questi braccianti guadagnano 20-23 euro al giorno, 50 centesimi per ogni cassetta raccolta, perché non sono nelle condizioni di pagare un regolare fitto. La soluzione - ha aggiunto - da fare è come sta facendo la regione Puglia, e cioè allestire un campo di accoglienza container con moduli abitativi come prima risposta all’emergenza che qui si è creata».

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