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Il rap di Glock21 su Rosarno e la “gente che non scherza”

L'esaltazione in musica di una realtà criminale

Calabria
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Nella foto: 
Glock 21
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1 minuto 51 secondi

ROSARNO – Una composizione musicale che esalta in maniera scenica, in pieno stile Gomorra, una realtà calabrese ad alta densità criminale. “Numeri Uno” è la canzone rap che denuncia o afferma, a seconda delle prospettive, la supremazia mafiosa a Rosarno, nella Piana di Gioia Tauro. E' la descrizione di una realtà difficile, di una quotidianità fatta di violenza e illegalità. Dalle ore 16.30 di sabato, il video, con protagonisti un gruppo di giovanissimi rosarnesi, è disponibile sul canale Youtube e su Instagram. A parte il testo e le immagini del video della canzone, ogni particolare, anche quello in apparenza più insignificante, assume una sua peculiare rilevanza. A partire dal rapper, Glock21. Un nome artistico non causale. Glock 21 è una pistola semiautomatica prodotta dal casa austriaca Glock. Il nome di battesimo di Glock 21 è Domenico Bellocco, fresco diplomato all'istituto “Piria” di Rosarno, con la passione per la musica: ha già realizzato altri video musicali in precedenza. La produzione è targata Beatcoin, nome assonante di Bitcoin, la prima moneta virtuale convertibile decentrata, una criptomoneta che da tempo sta affascinando anche cosche intraprendenti e al passo con i tempi. In “Numeri uno” l'affermazione dell'egemonia sul territorio non lascia spazio a troppe interpretazioni. “Non ci fotte nessuno... noi siamo i numeri uno” è il ritornello che sta entrando nella testa di giovani e giovanissimi. Poi i riferimenti all'appartenenza territoriale (“Rosarno è il paese nostro, non è un mondo che piace, ma fratè è il mondo nostro ...”), ad una terra violenza (“non scherza la mia gente...”), agli atti giudiziari (“le nostre storie carte stampate...”). I protagonisti del video musicale sono cresciuti tra le mura di una città sede di storici casati di 'ndrangheta. Sono di ogni estrazione. Lo sfarzo simbolo del potere predomina nelle immagini: orologi e catene in oro, abbigliamento e accessori griffati. Così come i richiami alla violenza con la presenza di armi e alla disobbedienza con le impennate in motocicletta rigorosamente senza casco. Il video, girato tra Rosarno e Gioia Tauro, sta letteralmente spopolando in rete: ha ottenuto oltre 23mila visualizzazioni in appena due giorni. E sta riscuotendo ampi consensi tra i giovanissimi, come si evince dai tanti commenti che seguono sotto il video pubblicato su YouTube. Da Gioia Tauro a San Luca, da Nardodipace a Polistena. Da due giorni “Numeri uno” è diventato un tormentone.

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