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Andrea Mantella, ecco come si diventa un boss della 'ndrangheta

La sua storia: ancora minorenne ebbe già il grado di picciotto

Calabria
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Andrea Mantella
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3 minuti 38 secondi

GIANLUCA PRESTIA

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Giornalista Pubblicista dal 2000 e Professionista dal 2008, collabora col Quotidiano dal 2002 diventando poi redattore di Cronaca nera e giudiziaria ma spaziando anche in altri settori. 

VIBO VALENTIA «È un ragazzo in gamba, merita di più». Andrea Mantella racconta i momenti della sua affiliazione alla 'ndrangheta e lo fa in uno dei verbali depositati nell'ambito dell'inchiesta “'Mbasciata” su una presunta estorsione a due fratelli imprenditori di Arena per dei lavori in via Terravecchia, a Vibo. Condotta che portò, a febbraio scorso, all'arresto di Vincenzo Puntoriero ed Emilio Pisano, emissari, secondo la Dda e i carabinieri, di altri personaggi legati al clan Lo Bianco.

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E proprio le sue dichiarazioni hanno consentito di avvalorare la tesi investigativa su queste figure rimaste nell'ombra anche se indagate a piede libero quali Carmelo D'Andrea, Filippo Catania e Domenico Franzone. Nel verbale del 4 maggio del 2016, pochissimi giorni dopo la sua decisione di collaborare con la Dda, l'ex boss di Vibo riferiva su questi personaggi iniziando però dalla sua affiliazione: «Ho avuto il grado ndi ndrangheta del “Quartino” che è un grado sopra il “Vangelo”. Me l'ha conferito Carmelo Lo Bianco, alias “Piccinni” (il boss morto pochi anni fa nel carcere di Parma, ndr) e Filippo Catania, suo cognato, su segnalazione di Francesco Giampà, detto il “Professore”. Lo Bianco era il mio capo fin da quando avevo 16 anni».

E il pentito spiegava anche i motivi che l'hanno portato ad entrare nel contesto mafioso: «Funzionava così: “È un ragazzo in gamba, merita di più, un domano quando è, avrà il suo posto Andrea Mantella a Vibo, perché ci interessa Andrea Mantella». Ha 16 anni quando, quello che sarebbe stato il boss emergente di Vibo Valentia, diventa uomo d'onore. E fu Francesco Giampà a sponsorizzare il collaboratore di giustizia segnalandone, come detto, il nome ai vertici della cosca vibonese: «“Ci tengo a questo ragazzo, dategli qualcosa in più”, perché praticamente sono meriti che vanno al di sopra della 'ndrangheta queste cose, perché la 'ndrangheta è riconosciuta fino al terzo grado dello “sgarro”, dalla “santa” in su sono, più reati hai e più... più sei e più devi avere del meriti”.

Un uomo d'onore, dunque, voleva diventare Andrea Mantella. Una vera e propria fissazione la sua già quando era poco più di un 13enne (lui che con vanto racconta spesso di essere finto sulla rivista “Cronaca nera” per un omicidio commesso da minorenne): «Un giorno dissi a mio cognato che voglio diventare un uomo d'onore – fa scrivere nel verbale del 16 giugno del 2016 – e lui mi rispose: “A me di queste cose non ne devi parlare perché su questo un tuo parente non ti può portare avanti, se tu aspiri... io ti sconsiglio”».

Non era proprio la risposta che il pentito si attendeva da un congiunto tanto da portarlo ad odiarlo ma anche a dargli ragione: «Io lo odio ma premesso questo devo dire la verità: “Se tu aspiri a fare queste cose ti devi rivolgere a Carmelo Lo Bianco perché è lui quello che.... io non ti posso portare avanti” significa che non ti posso sponsorizzare».

E così fece, Mantella si rivolse all'allora boss di Vibo dicendogli: «“Zio Carmelo, voglio un “fiore””. Lui si mise a ridere e poi disse: “A “muscitello” un fiore sai che fai? Vai a parlare con … omissis … “u svizzeru”, che all'epoca alla vecchia data era il “contabile”, dopo il suo posto lo prese Enzo Barba con il banco nuovo, ma io non ti ho detto nulla”». L'affiliazione nella "Società minore" arriverà dopo un breve periodo col grado di "picciotto", il primo di una lunga carriera criminale durata oltre 20 anni, caratterizzata da omicidi, estorsioni e da conoscenze anche in vista nella cosiddetta “zona grigia”.

Ovviamente, un evento del genere non poteva non essere celebrato e così fu: «Si fa una festa, una riunione di... non la fa la “Società maggiore” la fa quella “minore”. A me mandarono per darmi il “fiore” … omissis... In “copiata” (cioè colui il quale portava il nome del neo affiliato) portavo Carmelo Lo Bianco come capo società... omissis... come “contabile”... poi lì si varia... omissis.. Filippo Catania... Francesco Fortuna detto “Pomodoro”».

Il grado della “Santa” gli sarà poi conferito durante la detenzione sempre come appartenente alla cosca Lo Bianco perché «altrimenti se tu non sei riconosciuto nel tuo paese non lo sei da nessun'altra parte».

Sostanzialmente Andrea Mantella fece il suo ingresso in carcere col grado di “sgarro” e nel uscì con quello del “vangelo” dopo di che venne «convocato da Carmelo Lo Bianco... omissis... e Filippo Catania che mi diedero il “tre quartino”».

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