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La Finanza sequestra il cantiere del nuovo ospedale

L'accusa ipotizzata è di abbandono di rifiuti

Calabria
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Nella foto: 
Parte del materiale di risulta scoperto sul cantiere del nuovo ospedale
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GIANLUCA PRESTIA

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Giornalista Pubblicista dal 2000 e Professionista dal 2008, collabora col Quotidiano dal 2002 diventando poi redattore di Cronaca nera e giudiziaria ma spaziando anche in altri settori. 

VIBO VALENTIA - È afferente a questioni di abbandono di rifiuti, il provvedimento di sequestro del cantiere per la realizzazione del nuovo ospedale effettuato nella giornata di stamani ad opera della Compagnia della Guardia di Finanza. Lavori bloccati, dunque, nel sito in cui erano in corso gli interventi di realizzazione delle opere complementari del presidio sanitario, sito alle porte della città, lungo la provinciale “Castelluccio”.

I finanzieri, in seguito ad un accesso presso il cantiere, hanno accertato la presenza di numerosi materiali di risulta, abbandonati su una vasta area constatando che la zona risultava ricompresa in una zona sottoposta a protezione archeologica del Ministro per i Beni Culturali, in relazione alla quale la società esecutrice, la Regione Calabria e la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la Città metropolitana di Reggio Calabria e la Provincia di Vibo Valentia non erano in grado di esibire le previste autorizzazioni necessarie all’effettuazione di lavori in loco.

Per tale motivo, i finanzieri, per evitare che i reati venissero portati ad ulteriori conseguenze, hanno proceduto al sequestro preventivo della predetta area di cantiere di circa 10.000 mq e dei rifiuti rinvenuti al suo interno. Le indagini proseguiranno per accertare le singole responsabilità in ordine ai reati di abbandono incontrollato di rifiuti e danneggiamento al patrimonio storico-archeologico nazionale e verificare la regolarità dell’appalto di esecuzione delle opere di viabilità complementari, aggiudicato per un importo di oltre 5 milioni di euro.

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