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Reati e presenze di stranieri in calo in Calabria

Il ministro Salvini snocciola i dati provincia per provincia

Calabria
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Il ministro dell'Interno Matteo Salvini
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GIANLUCA PRESTIA

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Giornalista Pubblicista dal 2000 e Professionista dal 2008, collabora col Quotidiano dal 2002 diventando poi redattore di Cronaca nera e giudiziaria ma spaziando anche in altri settori. 

VIBO VALENTIA - I reati e la presenza di stranieri in calo in Calabria, con dati percentuali a due cifre. A renderlo noto è il Viminale spiegando che con il Decreto Sicurezza Bis sono state individuate nuove misure per potenziare la lotta alla immigrazione clandestina e tutelare le Forze dell’ordine.

«Un secondo tassello fondamentale - afferma il ministro Matteo Salvini - dopo l’adozione del Decreto Sicurezza che, alla fine dello scorso anno, ha fornito strumenti innovativi per allontanare clandestini e delinquenti, per rafforzare la sicurezza urbana con fondi e poteri ai sindaci contro le grandi piazze di spaccio e il degrado urbano. Sono stati ottenuti notevoli tagli agli sprechi riducendo i costi dell’accoglienza: circa 400 milioni di euro, reinvestiti in un piano straordinario di assunzioni per 8mila donne e uomini di Forze di Polizia e Vigili del fuoco».

Il monitoraggio effettuato periodicamente dal Viminale su reati e accoglienza «dà ragione alle scelte effettuate dal ministero dell’Interno» visto che, come detto, in Calabria, nel 2019 reati in calo dell’11,3% rispetto al primo trimestre di un anno fa.

Nello specifico, la flessione a Catanzaro è dello 5,7%; -16,2% a Cosenza, -7,8% a Crotone, -9,2% a Reggio Calabria, -18,5% a Vibo Valentia.

Contestualmente si riducono anche gli stranieri ospiti delle strutture di accoglienza. In tutta la regione erano 7.268 al 13 maggio 2018, diventati 4.532 al 13 maggio 2019 (-37,64%): a Catanzaro -40,56%, -28,62% a Cosenza, -44,75% a Crotone, -43,25% a Reggio Calabria, -45,59% a Vibo Valentia.

«Vogliamo fare sempre di più e meglio - ha aggiunto il titolare del dicastero dell'Interno - i numeri sono rassicuranti ma non ci accontentiamo. Abbiamo segnalato agli amministratori locali nuovi strumenti, in collaborazione con le prefetture, per aggredire le grandi piazze di spaccio, isolare balordi e sbandati, per effettuare sgomberi. Auspico che i sindaci sappiano utilizzarli al meglio, mentre il piano che rinforzerà tutte le questure d’Italia sarà decisivo per ridurre ulteriormente la criminalità».

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