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Insulti dal figlio del boss ai "candidati antimafia" di San Luca

Sui social l'esponente dei Mancuso contro Gratteri e Klaus Davi

Calabria
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Uno dei post sul profilo social di Marco Mancuso
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REGGIO CALABRIA - Minacce e insulti a Klaus Davi, Giuseppe Brugnano e Nicola Gratteri, con diversi post pubblicati sul profilo social di Marco Mancuso, già noto alle forze dell'ordine e figlio del presunto boss di Limbadi, Giovanni.

Dopo le elezioni comunali di San Luca, centro della provincia di Reggio Calabria dove non si votava da undici anni, sono partiti gli insulti, frutto del risultato elettorale conquistato dalla lista guidata da Klaus Davi e della quale faceva parte anche Giuseppe Brugnano, segretario nazionale della Federazione sindacale di polizia, che ha tenuto proprio nel centro del Reggino diverse iniziative per la legalità.

Nei post pubblicati sui social, Marco Mancuso afferma: «I partiti dell’antimafia sconfitti a San Luca. Scribacchini, confezionatori di bufale, collaboratori di giustizia. Addirittura esponenti della Polizia che volevano i loro momenti di gloria. E niente San Luca non si lega. San Luca è differente li la dignità scoppia sul cuore. La mafia delle questure può beatamente andare a fare in c…. Klaus Davi nella sua lista sciacallo ha preso 15 voti. A casa lordi». Postando articoli sulla sconfitta del massmediologo a San Luca, Mancuso aggiunge: «Lordone, mina pa casa e portati na carriata i schiaffi».

Ed ancora: «Arrivano qui tutti gli antimafiosi per liberare da chi e cosa? Si mangiano tutto e vanno via». Alcuni post sono stati rivolti, senza essere citato, anche al procuratore capo di Catanzaro, Nicola Gratteri «che – scrive Mancuso - fa arresti che durano 15 giorni». (sa.pu.)

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