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La cosca Patania a processo, rinviati a giudizio

un ex maresciallo dei carabinieri e 13 affiliati

Calabria
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VIBO VALENTIA – Tutti a processo. L'8 giugno prossimo. A Vibo. Il giudice per l'udienza preliminare distrettuale Assunta Maiore ha preso la sua decisione: 13 presunti esponenti del clan Patania e un ex maresciallo dei carabinieri sosterranno il procedimento penale che si aprirà tra tre mesi davanti al Tribunale collegiale per rispondere delle accuse riguardanti l'operazione Romanzo Criminale. Accolte, dunque, le richieste avanzate nell'udienza del 28 febbraio scorso dal pm della Dda Camillo Falvo, sostituito in aula dal collega Ivan Barlafante in quanto impegnato a Vibo per il processo a carico dei funzionari di polizia Maurizio Lento, Emanuele Rodonò e dell'avvocato Galati. 

A scegliere il rito ordinario sono i cugini Salvatore, Saverio, Giuseppe, Nazzareno e Andrea e Bruno Patania, Giuseppina Iacopetta (ritenuta il vertice dopo l'uccisione durante la faida con i piscopisani del marito, il boss Fortunato Patania), Cosimo e Caterina Caglioti, Nicola Figliuzzi, Cristian Loielo, Ilia Krastev, Alessandro Bartalotta, Francesco Lo Preiato.

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Stesso giudizio per l'ex maresciallo Sebastiano Cannizzaro. Nell'udienza odierna si sono svolti gli interventi del folto collegio di difesa costituito dagli avvocati Vinzenzo Galeota, Giancarlo Pittelli, Francesco Sabatino, Salvatore Sorbilli, Pamela Tassone, Costantino Casuscelli, Antonio Barilaro, Francesco Sorrentino, Vincenzo Galeota, Giancarlo Pittelli, Sergio Rotundo, Salvatore Staiano, Tiziana Barillaro, Pasquale Patané, Antonio Pontoriero, Daniela Garisto, Daniela Silvestri e Simona Celebre. Patroni di parte civile Daniela Fuscà, Francesco Galeota e Antonella Bianco, nell'interesse rispettivamente del comune di Stefanaconi, dell'azienda "Caparrotta Gerardo" e della Provincia di Vibo.

Sempre nell'udienza del 28 avevano, invece, optato per il rito abbreviato altre sette persone: Antonio Sposato, Toni Mazzeo, Rosalino Pititto, Daniele Bono, Alex Loielo, Damiano Caglioti e Riccardo Cellura. Per loro il procedimento è stato fissato al 4 maggio con le richieste di pena del Pubblico ministero Falvo e quelle delle parti civili, mentre il 22 maggio e il 19 giugno successivi sarà la volta degli interventi dei legali di fiducia degli imputati. Stralciata, infine, la posizione del parroco don Salvatore Santaguida.

Le accuse sono, a vario titolo, associazione mafiosa, armi, estorsioni, usura aggravate dalle modalità mafiose.

 

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