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Vibo, quartiere sequestrato per abusivismo

Il giudice svincola parte degli immobili

Calabria
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GIANLUCA PRESTIA

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Giornalista Pubblicista dal 2000 e Professionista dal 2008, collabora col Quotidiano dal 2002 diventando poi redattore di Cronaca nera e giudiziaria ma spaziando anche in altri settori. 

VIBO VALENTIA - Cinque provvedimenti di dissequestro accolti, quattro invece quelli rigettati. Queste, quindi, le determinazioni, dopo tre giorni di riserva, del Tribunale del Riesame di Vibo Valentia presieduto dal giudice Vincenza Papagno chiamato ad esprimersi sulle istanze presentate dai legali di fiducia degli indagati che il 12 aprile scorso si erano visti apporre i sigilli ai loro manufatti, per lo più civili abitazioni, siti in località Buffetta in quanto ritenuti abusivi ed in una zona a elevato rischio idrogeologico.

E se la causa è che con questa decisione il Tdl ha disposto la restituzione del bene ai rispettivi proprietari, l'effetto sarà, molto probabilmente, il ricorso da parte della Procura della Repubblica di in Corte di Cassazione. Vedremo nelle prossime settimane cosa accadrà anche alla luce del deposito delle motivazioni da parte dei giudici vibonesi. Ma andiamo alle richieste. Quelle accolte hanno riguardato Rosario Russo e Gabriele Corrado (assistiti dagli avvocati Rocco Barillaro e Marco Messina); Elio Fusca (difeso dall'avvocato Ignazio Di Renzo che è stato coadiuvato dall'architetto Saverio Gallizzi il quale ha depositato una perizia «dimostrando l'insussistenza presupposti sequestro»); Leonardo e Domenico Fusca (assistiti rispettivamente dagli avvocato Salvatore Sorbilli e Walter Franzé che per tutti i loro clienti si sono avvalsi dell'architetto Nicodemo Le Rose). Sequestro, invece, confermato per Salvatore Ramondino (avv. Di Renzo), Antonio e Vittorio Fusca (avv. Franzé) e Pietro Macrì (avv. Vincenzo Gennaro).

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