Salta al contenuto principale

Chiesta la condanna a 2 anni e 6 mesi per i fratelli Vrenna

L'antimafia li accusa di intestazione fittizia di beni

Calabria
Chiudi
Apri
Nella foto: 
Raffaele Vrenna
Tempo di lettura: 
1 minuto 3 secondi

CATANZARO - Il processo a carico dei fratelli Raffaele (presidente del Crotone Calcio) e Giovanni Vrenna e dell'ex procuratore Francesco Tricoli è giunto al momento cruciale delle richieste di condanna. Nel corso del processo in corso a Catanzaro, infatti, il sostituto procuratore della Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro, Domenico Guarascio, ha avanzato una richiesta di condanna per il presidente del Crotone Raffaele Vrenna, per suo fratello Giovanni e per l’ex procuratore Francesco Tricoli.

Nello specifico, il pubblico ministero ha chiesto la condanna a due anni e sei mesi per i fratelli Vrenna e ad un anno e otto mesi per il magistrato ora in pensione. I tre sono accusati in concorso di aver posto in essere operazioni societarie e commerciali volte ad attribuire fittiziamente ad altri la titolarità o la disponibilità di quote societarie, beni ed altre utilità, di fatto riconducibili a Raffaele Vrenna, al fine di eludere le disposizioni di legge in materia di prevenzione patrimoniali.

I fatti contestati risalgono al 2008 quando l’imprenditore venne coinvolto nella inchiesta della Direzione distrettuale antimafia "Puma" e decise di ricorrere al trust per la sua holding affidandone la gestione a Tricoli, all’epoca procuratore a Crotone. Per la Distrettuale antimafia di Catanzaro, però, quella scelta sarebbe stata finalizzata a eludere eventuali misure patrimoniali antimafia.

Ti sei ricordato di condividerlo con i tuoi amici?