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'Ndrangheta, a rischio il processo contro i Mancuso

Due giudici dichiarano la loro astensione dal giudizio

Calabria
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Il tribunale nuovo di Vibo Valentia
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GIANLUCA PRESTIA

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Giornalista Pubblicista dal 2000 e Professionista dal 2008, collabora col Quotidiano dal 2002 diventando poi redattore di Cronaca nera e giudiziaria ma spaziando anche in altri settori. 

VIBO VALENTIA - Due dei tre magistrati del Collegio giudicante al processo Black Money contro il clan Mancuso di Limbadi, hanno dichiarato l'astensione dalla prosecuzione del dibattimento. La decisione, dopo una camera di consiglio di circa un'ora, avvenuta a seguito della richiesta formulata dall'avvocato Francesco Sabatino - al quale si era associato tutto il collegio dei difensori - sul presupposto che i due, Vincenza Papagno e Giovanna Taricco, avessero già giudicato Nunzio Manuel Callà, definito il braccio destro del boss Pantaleone Mancuso "Scarpuni" del cui ruolo si faceva menzione nelle motivazioni del verdetto che aveva visto il giovane venire condannato a 16 anni di carcere.

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Sulla base di questi presupposti il presidente Papagno ha dichiarato l'astensione unitamente a quella della collega. Sempre in udienza, l'imputato Mancuso ha dato mandato ai suoi legali (Sabatino e Francesco Calabrese) la Procura speciale per chiedere la ricusazione dei due magistrati.

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Adesso la parola passa al presidente del tribunale Alberto Filardo che, sulla base degli atti ricevuti dal Collegio, dovrà decidere sulla richiesta di astensione. In caso positivo il processo sarà sostenuto da altri due giudici. Il problema è: "quali?", visto che quasi tutti i magistrati in servizio a Vibo hanno la stessa posizione della Papagno e della Taricco.

Probabile allora, data anche la delicatezza del procedimento penale, che si attinga, come è stato in passato, ad un giudice proveniente da fuori provincia.

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