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Calabria Verde, la Regione si costituisce parte civile

Il dirigente: «Spese concordate con la Cittadella»

Calabria
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Gli uffici della Regione

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CATANZARO – Ieri, davanti al gup, è stato il giorno di Alfredo Allevato, dirigente di settore di Calabria Verde, rimasto coinvolto nell’inchiesta aperta dalla procura di Catanzaro, sull’ente in house della Regione.

Allevato, come ricostruito in un articolo pubblicato oggi sull'edizione cartacea del Quotidiano, è accusato di aver distratto ingenti fondi comunitari, stanziati per mitigare il rischio di dissesto idrogeologico in Calabria, ma che poi sono stati irregolarmente utilizzati per il pagamento degli stipendi agli operai dell’azienda forestale sub-regionale.

Il funzionario è inoltre accusato di essere stato protagonista di una condotta intimidatoria nei confronti di altri dipendenti di Calabria Verde, alle sue direttive, per la stesura di determinato documento.

Allevato, assistito dall’avvocato Nicola Carratelli, si è fatto interrogare dal gup, difendendosi dagli addebiti rivoltigli, sostenendo che non si sarebbe trattato di una sua iniziativa, ma i pagamenti sarebbero stati uno storno concordato con la Regione.

Al termine dell’interrogatorio il giudice ha sospeso l’udienza preliminare, fissandone la ripresa al prossimo 21 settembre. Nel processo si sono costituite parte civile la Regione Calabria, l’azienda Calabria Verde e un ex dipendente (per la sola posizione di Alfredo Allevato).

In tale filone della maxi-inchiesta su Calabria Verde, oltre ad Allevato, figurano indiziati anche l’ex direttore generale dell’azienda forestale, Paolo Furgiuele; il dirigente dell’economato dell’ente in house, Marco Mellace; il dirigente di settore, Antonio Errigo; l’agrotecnico “esterno” Gennarino Magnone e il dipendente Emanuele Ciciarello. 

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