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Omicidio Matteo Vinci, il gip non convalida i fermi

Quattro restano in carcere, due tornano liberi

Calabria
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La conferenza stampa per i fermi a Limbadi
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GIANLUCA PRESTIA

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Giornalista Pubblicista dal 2000 e Professionista dal 2008, collabora col Quotidiano dal 2002 diventando poi redattore di Cronaca nera e giudiziaria ma spaziando anche in altri settori. 

VIBO VALENTIA - Il gip Gabriella Lupoli non ha convalidato il fermo per i sei indagati accusati a vario titolo dell'omicidio di Matteo Vinci (LEGGI LA NOTIZIA DEI FERMIper mezzo dell'autobomba dello scorso 9 aprile a Limbadi, del tentato omicidio del padre Francesco, di estorsione ai danni della famiglia della vittima e di detenzione di armi e materiale esplodente. Tuttavia per quattro di loro il magistrato ha emesso un'ordinanza di custodia cautelare in carcere.

Lasciano, dunque, il penitenziario Rosina Di Grillo, difesa dall'avvocato Francesco Schimio, e Salvatore Mancuso, assistito dall'avvocato Giovanni Marafioti, entrambi accusati solo di un tentativo di estorsione.

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Seppur non convalidando il fermo nei confronti dei restanti, il gip Lupoli ha emesso, come detto, un provvedimento custodiale nei a carico di Domenico Di Grillo e della moglie Rosaria Mancuso, della figlia Lucia Di Grillo e del genero Vito Barbara, tutti difesi dall'avvocato Giuseppe Di Renzo.

Gli arresti erano avvenuti il 25 giugno scorso su disposizione della Dda di Catanzaro a seguito delle risultanze investigative operate dai carabinieri di Vibo e Catanzaro.

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