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Scioglimento Consiglio di Lamezia, il Tar si riserva

Tra venti giorni la decisione sul ricorso dell'ex sindaco

Calabria
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L'ex sindaco Paolo Mascaro
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LAMEZIA TERME (CATANZARO) – Fra circa 20 giorni si saprà se il Comune di Lamezia continuerà a essere guidato dai commissari straordinari oppure se tornerà in “sella” l’ex sindaco Paolo Mascaro. La prima sezione del Tar del Lazio, infatti (Ivo Correale presidente), Roberta Cicchese relatore e Roberta Ravasio consigliere) si è riservata la decisione sul ricorso contro lo scioglimento del Consiglio comunale di Lamezia per infiltrazioni mafiose avanzato dall’ex sindaco Mascaro e cinque ex assessori (Giuseppe Costanzo, Stefania Petronio, Simone Cicco, Elisa Gullo e Michelangelo Cardamone).

Nell’udienza di oggi hanno discusso i legali di fiducia di Mascaro (gli avvocati Dina Marasco e Pietro Palamara) e Tito Varrone per l’Avvocatura generale dello Stato. Come si ricorderà, nel decreto del presidente della Repubblica Mattarella firmato il 24 novembre 2017 si legge che «dall’esito di approfonditi accertamenti, sono emerse forme di ingerenza della criminalità organizzata che hanno esposto l’amministrazione a pressanti condizionamenti, compromettendo il buon andamento e l’imparzialità dell’attività comunale». 

«La permeabilità dell’ente - è scritto ancora nel decreto del Capo dello Stato - ai condizionamenti esterni della criminalità organizzata ha arrecato grave pregiudizio agli interessi della collettività e ha determinato la perdita di credibilità dell’istituzione locale».

Il decreto di scioglimento arriva sulla base della relazione del 17 novembre 2017 dall’allora ministro dell’Interno, Marco Minniti. Relazione che si è basata sulla proposta di scioglimento avanzata dalla commissione d’accesso antimafia disposta il 9 giugno 2017 dall’allora prefetto di Catanzaro, Luisa Latella.

Nella relazione si fa riferimento, tra l’altro, agli incarichi del sindaco anche come avvocato di alcuni esponenti delle cosche fino a quasi un anno della sua elezione, ma anche sospetti sull'affidamento di un bene confiscato per 15 anni e sull'affidamento del verde pubblico. Ma anche il coinvolgimento degli ex consiglieri comunali Giuseppe Paladino e Pasqualino Ruberto nell’operazione antimafia Crisalide (LEGGI TUTTE LE NOTIZIE).

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