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Incendio del Tonnina's Pub a Catanzaro, una condanna

Nel rogo morirono 2 persone. Pena di 9 anni e 5 mesi

Calabria
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Il pub distrutto dalle fiamme
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CATANZARO - Nove anni e cinque mesi di reclusione per incendio doloso e morte come conseguenza di un altro delitto. Si chiude così il primo capitolo processuale che ruotava intorno alla tragedia avvenuta il 5 aprile dello scorso anno (LEGGI LA NOTIZIA) all'interno di uno dei locali più noti della movida del capoluogo, il Tonnina’s pub di Catanzaro Lido.

Lì, dove due giovani si erano introdotti notte tempo per appiccare un incendio che, per un terribile gioco del destino, li aveva arsi vivi fino a farli morire con le taniche di benzina ancora in mano.

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Così, invece di intascare il premio dell’assicurazione, il presunto mandante delle fiamme fatali, Gennaro Fiorentino, si è adesso intascato la sentenza emessa, con il rito abbreviato, nel primo pomeriggio di oggi, dal gup del Tribunale di Catanzaro, Giacinta Santaniello. è stata quest'ultima, infatti, ad accogliere la richiesta di condanna sollecitata, alla scorsa udienza, dal sostituto procuratore, Chiara Bonfadini, con una pena ancora più alta di quella indicata dal magistrato (8 anni e 4 mesi di reclusione).


 

Sentenza contro la quale ha già preannunciato appello l'avvocato difensore, Eugenio Perrone, fin dall'inizio al fianco del fondatore storico del locale che, messo alle strette dalla polizia, aveva ricostruito i fatti, ribadendo a gran voce la sua volontà di aiutare il cognato (all'oscuro di tutto) a superare le difficoltà economiche nelle quali versava, senza mai immaginare la fine tragica che avrebbero fatto i suoi amici, due giovani di Borgia di 34 e 33 anni, Giuseppe Paonessa ed Eugenio Sergi, che avevano accettato di mettere in atto il piano in cambio di un proiettore che piaceva a uno dei due.

Così, nella notte tra il 4 e il 5 aprile, le due vittime si erano introdotte nel locale notturno di Lido, dove avrebbero gettato tutt'intorno circa 80 litri di benzina, utilizzando dei nebulizzatori per agricoltura, senza prevedere che il combustibile, evaporando, avrebbe saturato l’aria e determinato la tremenda esplosione che li ha investiti, uccidendoli. Eventualità che, ovviamente, neanche Fiorentino avrebbe mai potuto mettere in conto.

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