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Scioglimento del consiglio comunale di Lamezia Terme

Tornano i commissari e il sindaco fa lo sciopero della fame

Calabria
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Nella foto: 
Il sindaco Mascaro al suo ritorno in comune
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LAMEZIA TERME (CATANZARO) - Il ritorno dei commissari straordinari alla guida del comune di Lamezia Terme sulla base dell'ordinanza del Consiglio di Stato che accoglie la richiesta di sospensiva avanzata dal ministero delll'Interno (LEGGI LA NOTIZIA) ha scatenato la reazione del sindaco Paolo Mascaro che attraverso Facebook ha annunciato l'inizio dello sciopero della fame.

Mascaro era tornato in sella alla poltrona di sindaco esattamente un mese fa (LEGGI LA NOTIZIA) dopo la decisione del Tar di accogliere il suo ricorso e annullare il decreto di scioglimento per infiltrazioni mafiose del consiglio comunale.

«Il perché di uno scioperodella fame - scrive Mascaro - di fronte ad eventi irragionevoli ed inspiegabili, si può reagire in tanti modi: arrendendosi, ignorandoli, contrastandoli. Oggi una Comunità è attonita, umiliata, incredula. Ed oggi vi è la necessità assoluta che non passi tutto sotto silenzio: è ciò che vuole il marcio che è penetrato capillarmente nel sistema. Oggi bisogna lottare, in una battaglia di civiltà e democrazia, affinché determinate cose possano non accadere più».

(LO SCIOGLIMENTO DI 5 COMUNI CALABRESI TRA CUI LAMEZIA)

 

Di conseguenza, spiega ancora Mascaro, «occorre lottare contro una legge ingiusta che massacra la democrazia attribuendo a pochi untori la capacità di distruggere la volontà popolare. Occorre lottare affinché i giovani vedano che, accanto a mestieranti che costruiscono carriere sulla pelle delle comunità e sulle umane sofferenze, vi è chi è disposto al sacrificio per difendere ciò in cui crede. Occorre nello specifico lottare affinché non possa più accadere che si massacri la volontà popolare pur non indicandosi un solo atto amministrativo inficiato da illegittimità e condizionamenti. Occorre lottare affinché non sia possibile in futuro che in sole 2 ore si studi e poi si stenda un provvedimento che ha quale necessario presupposto l’esame, seppur sommario, di migliaia di atti e documenti, che stravolge compiuta precedente decisione e che incide profondamente sulla vita di decine di migliaia di cittadini».

(LE MOTIVAZIONI DELLO SCIOGLIMENTO DEL CONSIGLIO COMUNALE DI LAMEZIA TERME)

 

In sostanza, «occorre lottare per difendere democrazia e diritti dalla sistematica violazione del naturale principio di un pur minimo contraddittorio tra le parti. Non accetto e non posso accettare, letto un appello proposto dal Ministero dell’Interno pur con previo parere contrario dell’Avvocatura Generale dello Stato, che si possa porre nel nulla mandato popolare senza che vi sia contestazione di un solo atto illegittimo o di un solo comportamento illegittimo di Sindaco ed Assessori».

In conclusione, Mascaro chiede «un esame attento e non superficiale di ogni atto esibito e prodotto, e sono migliaia, e chiedo ai parlamentari, lametini e non, un immediato intervento su legge che oggi nella sua applicazione concreta non è più tutela dei territori dalle infiltrazioni criminali ma occasione di guadagni e di carriere. Per questo, dalle ore 12 di oggi, ho iniziato uno sciopero della fame, con assunzione comunque di sole sostanze liquide, che porterò avanti sino a quando la Comunità lametina non otterrà giustizia e cioè sino a quando non vi sarà attento ed adeguato studio degli atti processuali, ad oggi oggettivamente assente, ed ampia ed esaustiva motivazione della decisione assunta. Mi aiuterà in questa battaglia di civiltà e democrazia l’infinito affetto manifestato dalla Comunità lametina e la condivisione ideale dei tanti che ancora credono negli immortali principi di Legalità e Giustizia. Non mi arrenderò mai: difenderò Lamezia, difendero democrazia e giustizia».

Sempre su Facebook Mascaro ha pubblicato un post in cui scrive «Vergognatevi tutti, farisei, ipocriti e mestieranti, finti assertori di legalità che violate ogni giorno. Vergognatevi tutti, finti servitori di uno stato che quotidianamente massacrate. Potete anche denunciarmi, ma vi condannerà la vostra coscienza».

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