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Lucano: «Come fa un cristiano a votare per Salvini?»

Il sindaco di Riace rilancia dopo la Cassazione

«Non sono scappato come Salvini». Il Ministro replica

Calabria
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Domenico (Mimmo) Lucano
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RIACE (REGGIO CALABRIA) - Dopo la pubblicazione delle motivazioni della sentenza della Cassazione (LEGGI LA NOTIZIA) che ha annullato con rinvio la decisione del Tribunale del Riesame sul divieto di dimora (LEGGI LA NOTIZIAimposto al sindaco sospeso di Riace Domenico Lucano, coinvolto nell'indagine Xenia (SCOPRI TUTTI I CONTENUTI SULL'OPERAZIONE XENIA), ad intervenire è lo stesso lucano che durante la trasmissione Circo Massimo su Radio Capital ha preso posizione sulla sua vicenda giudiziaria.

«Ho passato l’inverno - ha dichiarato Lucano - ad andare su e giù per le testimonianze, e ad aspettare un po' di luce. Io non ho mai detto 'sono innocente', questo lo deve dimostrare chi ha le competenze. Noi ci difendiamo nel processo, e non dal processo».

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DELL'ACCOGLIENZA DOMENICO (MIMMO) LUCANO

Lucano ha, poi, aggiunto polemizzando con il ministro dell'Interno Matteo Salvini che «io non sono scappato dal processo, come Salvini. Io sono uno degli ultimi - sottolinea - una persona debole, che non ha nessuno, lui invece è forte ma ha avuto paura di farsi processare».

Secondo Lucano, «la parte politica che Salvini rappresenta è abituata alla denigrazione, alle cattiverie. Ancora mi chiedo come faccia un cristiano a votare per lui. In questi mesi mi hanno supportato i missionari comboniani, i francescani... i valori del cristianesimo sono antitetici a quelli dell’attuale ministro dell’interno e a quello che lui rappresenta. Un cristiano non può votare per Salvini. Ne sono convinto più che mai».

L’auspicio a questo punto è che «ci sia giustizia», sperando anche che cada il divieto di dimora nel suo paese: «Ho dedicato gran parte degli anni scorsi alla causa degli ultimi. Mi adoperai quando non ero nemmeno sindaco. E senza secondi fini, la mia intenzione era di umanità, di attenzione per gli ultimi. Rifarei tutto quello che ho fatto».

Infine, per quanto riguarda l'accusa sui matrimoni di comodo, che secondo la Cassazione Lucano non ha celebrato, il sindaco sottolinea che «in Calabria spesso i matrimoni vengono fatti per rinsaldare i legami di sangue e opprimere il territorio, con elicotteri e limousine», alla domanda se Salvini dovrebbe prendere posizioni contro quel tipo di matrimoni, Lucano ha replicato: «Bisogna avere coraggio e prendere posizione».

«In Tribunale a Locri - ha proseguito Lucano - c'erano avvocati del Viminale. A me non interessa molto la battaglia sulla denigrazione e le cattiverie che forse interessa a Salvini e alla sua parte politica. Confermo: come fa un cristiano a votare per Salvini? In questi mesi, infatti, quelli che hanno supportato me e l’esperienza di Riace sono stati i missionari comboniani, i francescani mi hanno invitato ad Assisi. E’ strana questa convergenza di Salvini perché i valori del Cristianesimo sono antitetici a quelli dell’attuale ministro dell’Interno e a quello che politicamente rappresenta. Lo ribadisco più convinto di prima».

La replica di Salvini

Paura dei processi? «No, anche perché ne avrò altri. Se avessi paura non dovrei fare il ministro dell’Interno. Quello che ho fatto l’ho fatto per difendere l'interesse nazionale». Lo ha detto il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, replicando a Mimmo Lucano, che in un’intervista in radio ha detto che ha avuto paura di farci processare sul caso Diciotti.

«Penso che sviluppare i paesi in Calabria, in Sardegna, in Lombardia con l’immigrazione di massa non sia il futuro dell’Italia. Al di là dei reati che possono esserci o non esserci, pensare che il ripopolamento e ringiovanimento di un territorio passi dall’arrivo di migliaia di immigrati, secondo me è un modello di sviluppo sbagliato - ha aggiunto, in riferimento all’inchiesta su Riace -. Fossi un sindaco calabrese mi occuperei di dare un futuro ai giovani della mia terra al posto di deportare i migranti».

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