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CATANZARO – Il giudice per le indagini preliminari di Catanzaro Alfredo Ferraro ha condannato l’ex manager (e storica figura della destra calabrese) Domenico Barile alla pena di sei anni di reclusione. Secondo l’accusa, l’imputato si è appropriato illecitamente dei fondi appartenenti alla Fondazione Field, ente in house della Regione Calabria a totale ed esclusivo capitale regionale. Ente che Domenico Barile presiedeva negli anni in cui il governo regionale era guidato da Giuseppe Scopelliti.

Il giudice ha comminato la pena accessoria dell’interdizione perpetua dai pubblici uffici. Accolte le richieste del sostituto procuratore Graziella Viscomi che aveva invocato una condanna a sei anni per Barile e l’assoluzione per gli altri imputati: Raffaele Manfredi (direttore delle relazione istituzionali della fondazione), Onofrio Maragò (direttore tecnico Field) e Alfio Pisani (direttore affari generali Field).

Il gup ha disposto anche la confisca di denaro nella disponibilità dell’ex presidente della Field «fino al raggiungimento della somma complessiva pari a 415.149 euro».

Barile dovrà anche risarcire la Regione Calabria, costituitasi parte civile nel procedimento e rappresentata dall’avvocato Antonio Lomonaco, per una cifra che sarà liquidata in un giudizio separato. Gli altri imputati coinvolti in questo procedimento hanno scelto il rito ordinario: Lucio Marrello, di 52 anni, ex direttore amministrativo della Field; Sergio De Marco (51), direttore affari finanziari Field e Attilio Sarcone (59), presunto istigatore e beneficiario delle condotte illecite.

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