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Omicidio Bruno Lazzaro, individuato il presunto autore

È il cugino della vittima, ha ucciso per un movente passionale

Calabria
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Nella foto: 
La vittima Bruno Lazzaro
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2 minuti 47 secondi

GIANLUCA PRESTIA

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Giornalista Pubblicista dal 2000 e Professionista dal 2008, collabora col Quotidiano dal 2002 diventando poi redattore di Cronaca nera e giudiziaria ma spaziando anche in altri settori. 

SORIANELLO (VIBO VALENTIA) - Nel corso della mattinata i Carabinieri della Compagnia di Serra San Bruno, dopo un periodo prolungato di indagini, hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dall’Autorità Giudiziaria di Vibo Valentia a seguito dell’omicidio di Bruno Lazzaro deceduto a seguito di un fendente allo stomaco subito a Sorianello il 4 marzo 2018  (LEGGI LA NOTIZIA DELL'OMICIDIO).

Il destinatario dell'ordinanza di custodia cautelare si chiama Gaetano Muller (NELLA FOTO), classe 1999, ritenuto esponente del clan degli Emanuele, vicino alla stessa famiglia Lazzaro, e arrestato nella recente operazione Black Windows, (SCOPRI TUTTI I CONTENUTI SULL'OPERAZIONE BLACK WINDOWS) sul duplice tentato omicidio di Alex Nesci e del fratellino portatore di handicap (LEGGI LA NOTIZIA).

L'arrestato è cugino della vittima e l'ex ragazza di Muller, secondo quanto ricostruito dai militari, aveva iniziato una relazione con la vittima. I due sono figli delle due sorelle Inzillo, arrestate nell'operazione Black Windows. 

Ieri Muller, per l'operazione Black Windows aveva lasciato gli arresti in carcere per passare a quelli domiciliari su disposizione del Tdl di Catanzaro. I carabinieri agli ordini del tenente Marco Di Caprio, per evitare qualsiasi possibilità di fuga del giovane hanno dato esecuzione all'ordinanza del gip su richiesta della Procura di Vibo

Sia la vittima che il presunto killer sono i cugini di Salvatore Lazzaro morto nel 2013 a seguito di un ferimento da arma da fuoco (LEGGI LA NOTIZIA DEL FERIMENTO e quella DELLA MORTE DI SALVATORE LAZZARO).

Lazzaro e Muller erano anche i nipoti di Salvatore Inzillo ucciso sempre a Sorianello lo scorso giugno: SCOPRI TUTTI I CONTENUTI NEL FASCICOLO AD AGGIORNAMENTO DINAMICO SULL'OMICIDIO DI SALVATORE INZILLO.

La conferenza stampa e la ricostruzione dell'omicidio

È stato, come anticipato, il movente della gelosia ad animare lo spirito di rivalsa di Muller che lo ha portato ad uccidere il cugino Bruno Lazzaro, la sera del 4 marzo scorso nel territorio di Sorianello. Lo hanno affermato questo pomeriggio i carabinieri e i magistrati che hanno coordinato l'indagine conclusasi oggi con l'emissione di un'ordinanza di custodia cautelare a firma del gip di Vibo notificata al giovane indagato.

La vittima aveva intrapreso una relazione con una minorenne che fino ad un paio di mesi addietro frequentava Muller. È stato proprio questo aspetto ad indurre il giovane a chiedere un chiarimento al congiunto, il quale era stato avvisato via Whatsapp dalla ragazza di non presentarsi all'appuntamento per timore che potesse succedergli qualcosa. Invito al quale la vittima non ha però dato seguito.

E così, verso le 17, i due si sono ritrovati in località "Fago Savini", giunti a bordo dell'auto di Muller. Ne è nata una discussione fin quando quest'ultimo avrebbe estratto il coltello ferendo a morte il cugino. Dopo di che ha chiamato il 112 per chiedere soccorso. Una volta sul posto, gli investigatori hanno trovato Lazzaro ormai senza sensi. La morte è sopraggiunta intorno alle 20 all'ospedale di Serra San Bruno.

L'indagato, rispondendo alle domande dei carabinieri guidati dal tenente Marco Di Caprio e dal maresciallo Barbaro Sciacca, avrebbe fornito una versione poco credibile dell'episodio: avrebbe infatti affermato che il parente si era ferito da solo con un ferro; successivamente aveva parlato della presenza di alcuni romeni.

Insomma versione che non hanno retto ai riscontri operati dagli uomini dell'Arma, coordinati dal pm Olimpia Anzalone, i quali sono riusciti a rinvenire il cellulare della vittima con i messaggi della ragazza. 

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