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Ancora violenza su minori in una scuola calabrese

Arrestate maestra e bidella a Lamezia - VIDEO

Calabria
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Nella foto: 
Un frame delle riprese video sui maltrattamenti sugli alunni
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2 minuti 22 secondi

LAMEZIA TERME (CATANZARO) - Nuovo caso di violenza su minori in una scuola. La Polizia, infatti, ha arrestato e posto ai domiciliari una maestra  Rosa Coccimiglio di 59 anni ed una bidella Maria Pulice 63 anni, entrambe di Lamezia Terme e dipendenti di una scuola dell’infanzia di Lamezia Terme accusate di maltrattamenti aggravati ai danni di alcuni bambini.

Gli arresti sono stati fatti dal personale del commissariato di Lamezia Terme in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Giudice per le indagini preliminari, Emma Sonni, su richiesta della Procura della Repubblica. Dalle indagini, riferiscono gli investigatori, è emerso «il clima di vero e proprio terrore» che regnava nell’asilo.

IL VIDEO CON LE IMMAGINI DELLE VIOLENZE IN CLASSE

Le indagini, coordinate dal Procuratore della Repubblica di Lamezia Terme, Salvatore Curcio e dal Sostituto procuratore Emanuela Costa, avevano avuto inizio a seguito delle denunce sporte separatamente da due madri che avevano esternato ai poliziotti lametini il sospetto che i loro figli, frequentanti la scuola dell’infanzia, fossero vittime di maltrattamenti ad opera di un’insegnante.

Gli accertamenti effettuati dall’Ufficio Anticrimine del Commissariato, anche attraverso attività tecnica che si è protratta per quasi due mesi, «oltre a riscontrare ampiamente quanto denunciato dalle due madri, consentivano di acquisire ulteriori e significativi elementi circa i maltrattamenti perpetrati ai danni dei bambini non solo ad opera della docente C. R., ma anche da parte della collaboratrice scolastica P. M».

Le intercettazioni ambientali «hanno consentito di svelare quello che era l’abituale modus operandi da parte delle due donne nei confronti dei piccoli allievi dell’asilo. Dalla visione e dall’ascolto dei filmati è emerso il clima di vero e proprio terrore che la maestra imponeva nell’aula, con urla spropositate ed immotivate, punizioni esemplari, percosse e frasi offensive».

I poliziotti dell’Ufficio Anticrimine hanno ripreso in diverse immagini i piccoli alunni mentre, per lunghi periodi di tempo, spesso superiori ai 30 minuti ed anche più volte nell’arco della stessa mattinata, venivano costretti a rimanere immobili, seduti su di una panca, nel mentre la maestra gli urlava contro, o sbatteva con forza una bacchetta di legno sulla cattedra, in modo che, spaventati, non osassero muoversi.

Le indagini hanno documentato «la maestra mentre strattonava da un braccio una bimba e mentre un altro bimbo veniva, per punizione, costretto a stare in piedi ed esposto al sole dinanzi alla finestra».

 Il complesso delle indagini ha fatto emergere «il ricorso sistematico alla violenza, sia psicologica che fisica, da parte della maestra e della collaboratrice scolastica, in danno degli allievi loro affidati, bambini di età compresa fra i 3 e i 5 anni, assunto quale usuale metodo educativo: costrizioni ad assumere cibo, strattonamenti, percosse, minacce, anche con il ricorso ad una bacchetta di legno sbattuta energicamente sulla cattedra, gravi ed immotivate punizioni inflitte agli allievi, costretti a stare seduti o isolati dagli altri compagni».

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