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Il giallo dell'imprenditrice scomparsa nel Vibonese

Si scava nella vita privata, accertamenti sul sangue

Calabria
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Maria Chindamo

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NICOTERA (VV) – Le nubi attorno alla scomparsa di Maria Chindamo sembrano sempre meno fitte. O almeno questa è l’impressione. La vettura della donna, un’imprenditrice di 44 anni di Laureana di Borrello (Reggio Calabria), madre di tre figli, era stata ritrovata in località Montalto, in territorio di Nicotera, la mattina di venerdì 6 maggio attorno alle 7,30 (LEGGI LA NOTIZIA).

All’interno della macchina, un suv, abbondanti tracce di sangue, nonché gli effetti personali della donna. Che, allo stato, non è stata ancora ritrovata. Tuttavia le speranze che sia ancora viva sono flebili, i familiari non ci credono quasi più. A rendere ancora più tragico il quadro è stata la data dell’evento, l’anniversario del suicidio del marito, Ferdinando Punturiero, avvenuto esattamente un anno fa. Il fatto che gli oggetti personali dell’imprenditrice siano stati ritrovati, unitamente alle particolari circostanze dell’accaduto, fanno ritenere assai remota la possibilità di un atto estorsivo. O comunque che la sparizione si configuri come l’epilogo di una vicenda legata alla criminalità organizzata.

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E’ presumibile, quindi, che le ricerche delle forze dell’ordine si siano concentrate nell’ambito della vita privata di Maria Chindamo, che risiede a Tropea assieme alla famiglia. O di ciò che ne è rimasto dopo la tragica dipartita del marito. Alla quale la sua scomparsa sembra essere legata da quella che, allo stato, appare solo come una macabra coincidenza, ovvero il primo anniversario della sua morte. E’ chiaro che ad indirizzare le indagini sono una serie di elementi obiettivi, momentaneamente inconoscibili. Le tracce di sangue e lo stato della vettura sono compatibili con una colluttazione, un ferimento da arma da taglio o riconducibili ad altre dinamiche delittuose?

Un altro quesito al vaglio degli investigatori è l’ora dei fatti, non necessariamente prossima al momento del ritrovamento della vettura. Che pare collocarsi appena dopo le sette di mattina. Prima di quell’ora, comunque, nessuno pare si sia avveduto di nulla di anomalo in località Montalto, confinante con il territorio del comune di Limbadi.

Qui l’imprenditrice scomparsa aveva i terreni che facevano parte della sua azienda, che gestiva ormai da sola. Tutti questi elementi compongono il quadro di un vero e proprio giallo, nel quale le coincidenze potrebbero essere una bussola per gli inquirenti, così come una falsa pista. Tuttavia, escluso tanto l’atto intimidatorio, improbabile nelle modalità, quanto il tentativo di rapina, considerato il rinvenimento degli effetti personali, il campo si restringe decisamente, come detto, nel privato. Nessun esito è escluso, quindi, nessun colpo di scena, anche se il compito degli investigatori non è assolutamente semplice e nulla appare scontato.

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