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Nino Spirlì, presidente facente funzioni della Regione Calabria

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CATANZARO – “Dobbiamo rivedere il sistema generale delle attività aperte perché altrimenti se non si muore di Covid, si muore di fame”.

Lo ha dichiarato il presidente facente funzioni della Regione Calabria, Nino Spirlì, intervenuto in diretta a Mattino Cinque su Canale 5.

All’incontro di ieri tra i governatori e i ministri della Salute, Roberto Speranza, e degli Affari regionali, Mariastella Gelmini, le Regioni hanno chiesto un minimo di normalità.

“In particolare – ha detto Spirlì – il Comitato tecnico scientifico dovrà rivedere alcuni protocolli. Il governo precedente navigava a vista, il Comitato parla molto in tv ma si assume poche responsabilità per scrivere decisioni. Il sistema a semaforo non funziona – ha detto ancora il facente funzioni della Calabria – soprattutto nei tempi, visto che i dati riassunti al martedì maturano decisioni di sabato, quando i ristoratori sono costretti a buttare via tutto per chiudere già dalla domenica”.

E sempre sul tema della ristorazione, che vede il settore praticamente in ginocchio, Spirlì ha rincarato la dose chiamando in causa la scuola. “Ci spaventiamo per 4 persone distanziate a tavola – ha commentato – poi lasciamo un’intera mattinata 25 ragazzi in aula. C’è qualcosa che non torna”.

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