Un sequestro di droga

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A Genova scoperti i retroscena di un commercio illecito svolto tra il 2000 e il 2012, anno in cui è stato ucciso Santo Abossida nel Crotonese

GENOVA – Un pentito della ‘ndrangheta reggina ha svelato il traffico internazionale di cocaina di un affiliato, Santo Abossida, ucciso nel crotonese nel 2012 con il figlioletto in braccio, e ha permesso agli inquirenti di ricostruire attività illecite dal 2002 al 2012 e di sequestrare 5 milioni di beni fra denaro, immobili ed attività commerciali intestate ai figli e alla sorella, Bombina Abossida, trapiantata da anni alla Spezia.

La donna è stata sottoposta ad una misura di sorveglianza speciale della durata di cinque anni.

È l’esito dell’operazione “Money Monster” resa nota oggi a Genova dal procuratore di Genova Francesco Cozzi e dal magistrato della Dda Alberto Landolfi che ha coordinato l’indagine svolta da carabinieri, polizia e guardia di finanza de La Spezia. Il pentito ha riferito che il capoluogo ligure era una delle città riferimento dei traffico insieme a Gioia Tauro per gli sbarchi di cocaina.

Molte importazioni di droga avvenivano a bordo di imbarcazioni e del peschereccio sequestrato in queste ore a Santo Abossida, proprietario e skipper delle barche.

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