Il ministro dell'Interno Marco Minniti

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ROMA – NOn ha tardato la risposta dello Stato a quanto portato alla luce drante l’operazione Stige (CLICCA PER SCOPRIRE TUTTI I CONTENUTI SULL’OPERAZIONE “STIGE”) messa a segno dalla Direzione distrettuale antimafia negli scorsi giorni e che ha portato, tra gli altri, all’arresto del presidente della provincia non ché sindaco Di Cirò Marina Nicodemo Parrilla. Il Consiglio dei ministri, su proposta del ministro dell’Interno Marco Minniti, infatti, ha deliberato lo scioglimento, a norma dell’articolo 143 del Testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali, e l’affidamento a una Commissione straordinaria, del Consiglio comunale di Cirò Marina (Crotone).

Negli scorsi giorni, all’indomani degli arresti di Parrilla e degli altre, si erano registrate le dimissioni in massa (e la conseguente caduta dell’assemblea cittadina) dei consiglieri comunali di Cirò Marina (LEGGI LA NOTIZIA) che avevavo portato il prefetto di Crotone Cosima Di Stani a nominare, con proprio decreto, un commissario prefettizio per reggere provvosoriamente le sorti del comune. Adesso la decisione del Governo porterà alla nomina di una commissione ministeriale straordinaria che gestirà il comune per i prossimi 18 mesi (prorogabili una sola volta per sei mesi).

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Lo scioglimento è giunto in quanto sono stati accertati condizionamenti da parte della criminalità organizzata, che compromettono la libera determinazione e l’imparzialità dell’amministrazione, nell’ambito dell’operazione «Stige» sono stati arrestati il sindaco Nicodemo Parrilla, il vicesindaco Giuseppe Berardi e i consiglieri Roberto Siciliani (già primo cittadino) e Giancarlo Fuscaldo (già presidente del Consiglio Comunale).

La decisione di sciogliere il Comune scaturisce anche dagli accertamenti svolti dalla Prefettura «e trasmessi – è detto in una nota della stessa Prefettura – senza il preventivo accesso di una Commissione d’indagine presso l’Ente interessato».

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