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Il palazzo comunale di Isola Capo Rizzuto

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ISOLA CAPO RIZZUTO – Il Tribunale di Crotone ha dichiarato l’incandidabilità dell’ex sindaco di Isola Capo Rizzuto Gianluca Bruno e del suo predecessore, Carolina Girasole. Ma anche dell’ex vicesindaco Carmela Maiolo e dell’ex assessore Carmine Antonio Timpa, dell’ex presidente del consiglio comunale Antonio Frustaglia, degli ex consiglieri Carmelina Bruno, Pasquale Poerio, Giovanni Astorino e Francesco Pullano, tutti in carica durante la sindacatura Bruno, interrotta nel dicembre scorso con lo scioglimento per infiltrazioni della ‘ndrangheta. I particolari sul provvedimento del tribunale sono ricostruiti sull’edizione cartacea di oggi del Quotidiano.

Le posizioni di Poerio, arrestato per associazione mafiosa nell’ambito dell’inchiesta che un anno fa ha portato all’operazione interforze Jonny poiché era uno degli imprenditori del catering del Cara S. Anna, affare gestito in maniera occulta dalla cosca Arena tramite la Misericordia, e di Bruno, indagato per lo stesso reato, erano già emerse.

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La mega inchiesta della Dda di Catanzaro ha costituito l’input per gli accertamenti della commissione d’accesso, che alla fine ha rilevato continuità tra la compagine eletta nel 2013 e quella proclamata nel 2008. Il riferimento è all’elezione della Girasole, arrestata per voto di scambio politico-mafioso nell’inchiesta Insula e assolta in primo grado (pende l’appello). 

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