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CIRO’ MARINA (KR) – Un emigrato ha scoperto che la somma di 72mila euro, ossia una parte dei suoi risparmi di una vita, era finita nelle tasche di un suo cognato, malgrado lui li avesse depositati su un libretto bancario.

L’uomo, che si chiama Giovanni Mauro ed è originario di Melissa, ha appena recuperato 65 mila euro, grazie ad un’ordinanza del Tribunale civile di Crotone. «Io – sbotta – ci metterei la foto di mio cognato sul giornale o il suo indirizzo, perché vi potete immaginare come sono rimasto, quando ho visto il nome dell’individuo che si era preso i miei soldi». 

Giovanni Mauro, anche adesso che è in pensione, abita in Germania. I soldi è riuscito a metterli da parte nel corso di 55 anni di duro lavoro. Sua moglie è cirotana.

Come si è sviluppata la vicenda? Mauro era titolare di un libretto di risparmio, su cui aveva depositato 72.315 euro, presso la filiale di una banca. A luglio del 2017, ha scoperto che il libretto era stato estinto il 15 dicembre 2009, senza la sua autorizzazione, bensì su richiesta di suo cognato, e che, in quella stessa data, era stato disposto un bonifico dell’importo di 72.315 euro in favore del suddetto cognato. Ripresosi dallo stupore, non però dalla rabbia e dall’amarezza, il signor Mauro si è rivolto ad un avvocato di Melissa, Franco Poerio.

Il legale, stante la condotta illecita della filiale della banca, ha proposto ricorso all’Arbitro bancario e finanziario. A seguito del ricorso, la filiale della banca, riconosciuta la propria colpa, ha offerto la somma di 65 mila euro a Mauro per comporre bonariamente la controversia, lasciando impregiudicato ogni diritto di Mauro di agire nei confronti del cognato per il pagamento della differenza.

Mauro ha chiamato in giudizio il cognato, che è stato alla fine condannato dal Tribunale a corrispondergli euro 7.241,37, oltre interessi legali sulla somma rivalutata anno per anno, a partire dalla data del 15 dicembre 2009, e al rimborso delle spese processuali. Come si è difeso in aula il cognato di Mauro? Sostenendo di avere agito sulla base di un’espressa delega rilasciatagli dal suo stretto congiunto. Non è riuscito, però, a provare questa circostanza. Mauro ha deciso di andare avanti per le vie legali e di continuare a vivere stabilmente in Germania.            

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