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Nicolino Grande Aracri

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CUTRO (CROTONE) – Frenata. La Dda di Catanzaro avrebbe, per il momento, sospeso gli interrogatori di Nicolino Grande Aracri, il super boss a capo della “provincia” di ‘ndrangheta di Cutro, che comandava su mezza Calabria e aveva ramificazioni al Nord, il quale ha deciso di intraprendere un percorso di collaborazione con la giustizia.

I suoi primissimi racconti non convincono del tutto i pm Antimafia e potrebbe essere un segnale il fatto che ancora la Dda non ha versato verbali nei processi di ‘ndrangheta in cui è imputato o in cui le sue rivelazioni potrebbero contribuire all’accertamento della verità, e potenzialmente sono tanti data la posizione apicale da lui rivestita nell’ambito della criminalità organizzata.

La Dda sta pertanto valutando le dichiarazioni già fatte da Grande Aracri, che riveste tuttora lo status di collaboratore di giustizia, tant’è che ai suoi familiari è stata fatta la proposta di sottoposizione al programma di protezione.

Nessuno di loro ha però accettato di trasferirsi in una località protetta. La moglie del boss, Giuseppina Mauro, e la figlia Isabella sono agli arresti domiciliari mentre i fratelli Antonio, Ernesto e Francesco sono detenuti.

Sono in tutto undici i fratelli del mammasantissima. Tra i primi processi, soltanto per citare le udienze imminenti, in cui potenzialmente potrebbero essere versati i suoi racconti ci sono quello per l’omicidio di Rosario Ruggiero, ucciso a Cutro nel ’92, in cui è imputato Lino Greco, di San Mauro Marchesato, ritenuto dagli inquirenti un componente del gruppo di fuoco di Grande Aracri (condannato per questo delitto, nel processo d’appello bis, a 30 anni di reclusione), e quello denominato Aemilia ’92, nel quale al boss è stato inflitto l’ergastolo per l’asassinio, commesso nel ’92 a Brescello, di Giuseppe Ruggiero, freddato da un commando di killer travestiti da carabinieri.

È appena il caso di ricordare che la Corte d’Appello di Bologna assolse il boss e i suoi presunti sodali Angelo Greco, Antonio Ciampà e Antonio Lerose per l’uccisione di Nicola Vasapollo, compiuta a Reggio Emilia.

Grande Aracri avrà da dire qualcosa in grado di sovvertire la parte assolutoria della sentenza? O potrebbe aggiungere qualcosa sul ruolo di Greco nell’omicidio di Cutro?

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