X
<
>

Il tribunale di Crotone

Tempo di lettura 2 Minuti

MELISSA (CROTONE) – Sono otto gli imputati rinviati a giudizio per una presunta maxi frode fiscale dei ricevimenti nuziali contestata a una nota famiglia di imprenditori turistici e a uno chef, una frode da 2,8 milioni, almeno questo è l’importo di un sequestro preventivo per equivalente già scattato sui loro conti e sulle quote di importanti alberghi e ristoranti costituenti il patrimonio della società, comprensivo, tra l’altro, dell’hotel Napoleon (4 stelle) e del Grand hotel Balestrieri (5 stelle).

Il processo dinanzi al tribunale penale di Crotone si farà il prossimo 27 ottobre. Il gup Romina Rizza ha accolto la richiesta del procuratore Giuseppe Capoccia. Approda in aula, dunque, l’inchiesta della Guardia di finanza di Crotone che vede sotto accusa i soci Salvatore Balestrieri, di 65 anni, Agostino Tonino Balestrieri (53), Luigi Balestrieri (62), Francesco Balestrieri (57), Giuseppe Balestrieri (48), Antonio Balestrieri (42), tutti di Melissa, lo chef Giacomo Graziano (53) di Cariati e la segretaria Laura De Luca (43) di Scandale. Ammessa al rito abbreviato una nona imputata, Virginia Califano (66), di Melissa.

Per tutti l’accusa è di associazione a delinquere finalizzata all’evasione fiscale. Salvatore Balestrieri, coadiuvato dai fratelli Agostino Tonino, Francesco, Luigi e Giuseppe avrebbe svolto un ruolo di promotore e organizzatore sovrintendendo il metodo delle sotto fatturazioni dei corrispettivi ricevuti a fronte delle attività di ristorazione.

Antonio Balestrieri, coadiuvato dal padre Salvatore, avrebbe gestito una contabilità parallela monitorando quella reale della Imt Balestrieri srl. Lo chef e la segretaria sono ritenuti partecipi dell’associazione a delinquere in quanto il primo si sarebbe occupato di riscuotere i proventi dell’attività di ristorazione annotando quanto realmente percepito e quanto oggetto di ricevuta fiscale, la seconda redigendo la documentazione fiscale non veritiera. Le accuse sono anche di evasione di imposte e redditi sul valore aggiunto e di aver ostacolato gli accertamenti mediante l’indicazione di elementi passivi fittizi.

L’inchiesta scaturisce dalle denunce dei fratelli Francesco e Giuseppe contro il fratello maggiore, Salvatore, già amministratore unico della Imt Balestrieri, cui poi è succeduto Tonino. Dalle denunce sarebbe emerso «uno scenario di sistematico occultamento di entrate», è detto nel provvedimento di sequestro, con riferimento alle cerimonie nuziali tenutesi presso le strutture in capo alla società.

Alla Califano e Salvatore Balestreri sono contestati anche riciclaggio e reimpiego illecito per l’intestazione fittizia alla donna della CV srls. I difensori sono gli avvocati Giovanni Mauro, Tiziano Saporito, Salvatore Iannotta, Mario Nigro, Ettore Zagarese.

COPYRIGHT
Il Quotidiano del Sud © - RIPRODUZIONE RISERVATA