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Don Edoardo Scordio

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ISOLA CAPO RIZZUTO – Il sostituto procuratore generale Domenico Guarascio ha chiesto la conferma di 20 condanne, dinanzi alla Corte d’Appello di Catanzaro, per altrettanti imputati che avevano scelto il rito ordinario nel processo scaturito dall’inchiesta che nel maggio 2017 portò all’operazione interforze Jonny, con cui fu fatta luce, tra l’altro, sui tentacoli della cosca Arena di Isola Capo Rizzuto sul Centro d’accoglienza S. Anna, tra le strutture per migranti più grandi d’Europa.

Nel giugno 2020, la pena che fece più scalpore tra quelle inflitte in primo grado, della quale l’accusa richiede, dunque, la conferma, fu quella per l’ex parroco di Isola Capo Rizzuto Edoardo Scordio, condannato a 14 anni e 6 mesi di reclusione per associazione mafiosa e altro. Ma furono 23 le pene disposte dal Tribunale penale di Crotone, per un totale di quasi 150 anni di carcere, e 15 le assoluzioni.

Il troncone processuale svoltosi col rito abbreviato si è concluso in Appello con condanne per 650 anni per 63 imputati. Attualmente agli arresti domiciliari, dopo cinque mesi trascorsi nel carcere di Vibo Valentia, ma a Rovereto, nell’istituto di carità intitolato ad Antonio Rosmini, il grande filosofo e teologo venerato dal 2007 come beato dalla Chiesa cattolica che nel centro in provincia di Trento nacque, l’ex parroco è ritenuto al vertice del sistema attraverso cui la cosca Arena avrebbe lucrato sul business dei migranti.

Il “gruppo economico” di cui faceva parte, con sbilanciamento, in termini di rapporti di forza, in favore di Leonardo Sacco, ex governatore della Misericordia di Isola – che nel filone del rito abbreviato si è beccato 20 anni – ma anche “socio occulto e amministratore di fatto” della società Quadrifoglio, principale azienda di catering servente il Cara, avrebbe, infatti, realizzato un vero e proprio affare sulla pelle dei profughi: le somme per la loro assistenza sarebbero state distratte per oltre un decennio.

Ma ecco l’elenco degli imputati per i quali è stata richiesta la conferma della condanna (tra parentesi la decisione assunta dai giudici di primo grado). Fabrizio Arena, 41 anni, Isola Capo Rizzuto: (7 anni); Pasquale Attianese, 75 anni, Crotone: (1 anno e 11 mesi); Francesco Cantore, 46 anni, Scandale: (10 anni); Salvatore Colacchio, 50 anni, Isola Capo Rizzuto: (10 anni e 6 mesi); Aurora Cozza, 49 anni, Isola Capo Rizzuto: (5 anni); Luigi Gareri, 63 anni, Isola Capo Rizzuto: (9 anni); Vincenzo Godano, 34 anni, Crotone: (1 anno e 6 mesi); Pasquale Gualtieri, 59 anni, Isola Capo Rizzuto: (4 anni e 1 mese); Maria Lanatà, 49 anni, Isola Capo Rizzuto: (6 anni e 6 mesi); Nicola Maiorino, 46 anni, Pagani: (3 anni e 4); Antonio Manfredi, 43 anni, Isola Capo Rizzuto: (16 anni); Tommaso Mercurio, 56 anni, Isola Capo Rizzuto: (2 anni); Salvatore Pizzimenti, 60 anni, Isola Capo Rizzuto: (1 anno e 6 mesi); Domenico Poerio, 47 anni, Isola Capo Rizzuto: (12 anni); Pasquale Poerio, 47 anni, Isola Capo Rizzuto: (5 anni e 8 mesi); Ercolino Raso, 49 anni, Isola Capo Rizzuto: (7 anni); Antonio Saporito, 43 anni, Petilia Policastro: (6 anni e 8 mesi); Edoardo Scordio, 74 anni, Isola Capo Rizzuto: (14 anni e 6 mesi); Giuseppe Tipaldi, 54 anni, Isola Capo Rizzuto: (4 anni); Luigi Ventura, 57 anni, Isola Capo Rizzuto: (1 anno e 6 mesi).

La Dda di Catanzaro non aveva impugnato la sentenza di primo grado. Il pm Guarascio, che ha coordinato le indagini e seguito l’istruttoria dibattimentale in primo grado, è stato applicato anche in Appello al procedimento.

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