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CROTONE – E’ stato uno dei primi collaboratori di giustizia nell’ambito della criminalità organizzata crotonese, Alessandro Covelli, detto Sandrino, ma da tempo non era più sottoposto al programma di protezione: ieri sera, mentre percorreva in bici via Giovanni Paolo II, è stato colpito da un’auto in corsa, che lo aveva prima urtato facendolo cadere in strada, da qualcuno che imbracciava un fucile caricato a pallini.

L’uomo, 63enne, non è stato raggiunto dal piombo in parti vitali poiché ha avuto la forza di percorrere un centinaio di metri a piedi e raggiungere una pizzeria per chiedere aiuto. Quindi è scattato l’allarme. Un’ambulanza del 118 è accorsa in un batter di ciglia e ha portato Covelli al pronto soccorso dell’ospedale San Giovanni di Dio. Non è in pericolo di vita.

Sull’episodio indagano gli investigatori della Squadra Mobile della Questura, diretti dal vicequestore Nicola Lelario. Sul luogo dell’agguato i primi a intervenire sono stati i loro colleghi della Squadra Volante.

I poliziotti stanno cercando di ricostruire la dinamica al fine di individuare gli autori dell’agguato. Pare che la fucilata sia stata una sola. Non è chiaro il contesto in cui è maturato il tentato omicidio e, in particolare, se si tratti di criminalità organizzata. Di lui, dopo anni di silenzio, Covelli aveva fatto ancora parlare nel gennaio 2017, per la fuga dal carcere di Voghera compiuta insieme a Tommaso Biamonte, di Gimigliano, e terminata proprio a Crotone. Covelli, che era detenuto nella sezione dedicata ai collaboratori di giustizia, dove stava scontando una pena definitiva, fu beccato nei pressi di piazza Nettuno: era appena sceso da un autobus di linea ed era salito sull’auto di una terza persona. Dopo pochi istanti il blitz della polizia.

Se adesso qualcuno attenta alla sua vita è perché, in qualche modo, riaffiora il passato criminale di un ex esponente del clan Gumari Covelli o si tratta di una ritorsione per le dichiarazioni rese agli inquirenti in passato?

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