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Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella

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CUTRO (KR) – «La invitiamo a venire nella nostra splendida città, Cutro, sarà ospite nelle nostre case così potrà constatare personalmente cosa significa stare senza acqua con un caldo a 40 gradi, senza potersi fare una doccia e addirittura non poter andare in bagno».

È quello che si legge in una lettera firmata da 800 cittadini di Cutro (Crotone) ed inviata al presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

La lettera, nata da una iniziativa della pagina Facebook «Sei di Cutro se…» racconta delle difficili condizioni in cui si trova il paese del marchesato crotonese. «Un’intera cittadinanza si sente abbandonata dalla propria patria e dimostra giorno per giorno di non aver speranze per il futuro».

La goccia che ha fatto traboccare il vaso sono state le tante difficoltà incontrate questa estate nei servizi essenziali. «Tanti cittadini residenti al nord, Reggio Emilia, Parma, Bologna se non addirittura in Germania – scrivono nella lettera – tornando per trascorrere con i propri cari le agognate ferie hanno vissuto nella propria terra un vero e proprio incubo».

Gli 800 firmatari denunciano «tanti giorni senz’acqua. Tanti giorni siamo stati invasi dalla spazzatura. La paura di sentirsi male e non trovare neppure la guardia medica per un primo soccorso. Tantissimi disservizi che pensiamo di non meritare considerando anche le difficoltà che dobbiamo affrontare per poter ritornare nella nostra Cutro. Una città che non ha più un treno diretto per il nord e pur trovandosi vicina all’aeroporto di S. Anna da dove decollano pochissimi voli sempre strapieni in estate».

Evidenziando che «tanti cittadini hanno deciso di vender casa e sempre più persone stanno decidendo di non tornare» i firmatari affermano che le problematiche sono esplose proprio nel periodo in cui il Comune di Cutro è commissariato per via dello scioglimento per infiltrazioni mafiose: «Tutto questo non è giusto, soprattutto quando il nostro comune viene gestito, essendo commissariato, dallo Stato».

«Con il massimo rispetto e l’amore che ci lega alla nostra Italia – conclude la lettera – chiediamo soltanto il giusto rispetto e quei diritti costituzionali che spesso ci sono negati».

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