Il negozio Carrefour di Crotone

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CROTONE – Prosegue la protesta dei dipendenti del Centro Carrefour di Crotone che da alcuni giorni hanno avviato un presidio in azienda dopo che la proprietà ha comunicato loro una procedura di lincenziamento di massa.

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«Ai nostri figli abbiamo detto che siamo rimasti senza lavoro, che dobbiamo tirare la cinghia più di prima, ma che abbiamo speranza nelle istituzioni e nel sindacato».

A dirlo Rosaria, una delle 52 persone che da 13 giorni presidia il punto vendita Carrefour di Crotone dal quale sono state licenziate, secondo quanto raccontato da loro stesse, con un messaggio whatsapp.

I dipendenti presidiano il negozio per tenere accesa l’attenzione sulla vertenza e pressare affinché il ministero dello Sviluppo economico conceda a breve l’incontro promesso per arrivare ad una soluzione. Nei locali la corrente è stata staccata dal 16 ottobre e i generi alimentari stanno andando a male. Sabato c’è stata una ispezione dell’Asp ed è stato trovato cibo avariato. Uno dei dipendenti, rappresentante sindacale, ha avuto un malore mentre stava preparando una lettera di risposta alla Gdl che aveva sostenuto che «i licenziamenti non sono stati ancora intimati». Il sindacalista è stato portato in elisoccorso all’ospedale di Catanzaro.

La posizione dell’Azienda

Nella serata di ieri, l’Azienda Gdl, Grande distribuzione lametina, titolare del centro Carrefour di Crotone, ha voluto precisare che «è apparso sugli organi di stampa, anche a livello nazionale, con prese di posizione da parte di vari autorevoli rappresentanti sindacali e non, che la scrivente avrebbe, a mezzo whatsapp, comunicato il licenziamento dei dipendenti. Tale dato è assolutamente errato e verosimilmente frutto di travisamento che occorre però chiarire».

In sostanza, l’Azienda precisa di essersi «limitata esclusivamente ad inviare il 16 ottobre scorso un messaggio al solo Direttore del punto vendita, e solo dopo aver comunicato la chiusura del punto vendita per inventario, con contestuale ed inevitabile messa in ferie dei dipendenti del seguente tenore: “Oggi sono partite le lettere per la cessazione dell’attività, la mia volontà di non lasciarvi senza lavoro non è riuscita. Se riusciamo a fare l’inventario, i soldi che ricaviamo li destiniamo a voi. Fammi sapere e abbracciami tutti”».

L’Azienda chiarisce inoltre che «tale messaggio, all’evidenza, rappresentava l’amara comunicazione della già ben nota a tutti negativa conclusione degli sforzi profusi dalla scrivente per superare la crisi e, quindi, l’inevitabile chiusura del punto vendita. Per cui con tale messaggio la scrivente non ha comunicato alcun licenziamento ai lavoratori e non era altro che la messa a conoscenza del direttore dell’evoluzione di un iter già a conoscenza delle parti interessate».

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