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CROTONE – Nonostante gli appelli alla mobilitazione, i proclami, i pugni sbattuti sul tavolo dal sindaco di Crotone, Ugo Pugliese, alla riunione dei presidenti degli Ato, da domani entrerà in vigore l’ordinanza della Regione che autorizza la discarica al rialzo nella località Columbra facendo diventare ufficialmente la città di Pitagora la pattumiera della Calabria. Continua, infatti, Crotone, ovvero la discarica della Sovreco, società del gruppo Vrenna, a essere l’unica alternativa per accogliere i rifiuti di tutta la Calabria in attesa delle verifiche tecniche per l’indizione di gare pubbliche per portare fuori regione i rifiuti o per l’individuazione di altri siti.

Il nuovo contratto entrerà in vigore dal primo ottobre fino al giugno 2020, o comunque fino al limite dell’abbancamento di 120milioni di tonnellate di rifiuti. Ancora alla società non è stato notificato alcun ricorso nonostante gli annunci di iniziative legali fatti dalle associazioni costituitesi in un comitato a Crotone e la mobilitazione scattata sia nel quartiere Papanice che nella vicina Cutro contro il progetto di ampliamento dell’impianto dei Vrenna. Il Tar della Calabria, come si ricorderà, aveva accordato la richiesta di rinvio della Regione per la scelta del nuovo gestore dei rifiuti, dopo che già aveva accolto il ricorso della la società che gestisce la mega discarica di Crotone. Nel marzo scorso, accogliendo la richiesta di sospensiva della comunicazione con cui la Regione nel 2012 disponeva coattivamente il conferimento dei rifiuti nell’impianto di Sovreco, provvedimento ritenuto illegittimo, il Tar dava ragione alla società crotonese che sul finire dello scorso gennaio aveva annunciato l’indisponibilità a ricevere ancora rifiuti per esaurimento dei volumi di abbancamento, con la precisazione di dover riservare i restanti volumi ai contratti stipulati dal privato.

Ciò significava, al di là del danno patrimoniale riconosciuto a Sovreco «quanto meno in parte ristorabile», che i rifiuti non avrebbero dovuto più essere conferiti a Crotone e che la Regione avrebbe dovuto individuare un nuovo gestore del servizio. Per evitare la paralisi del sistema, però, il Tar aveva fissato la sospensione cautelare a partire dal primo luglio, termine ritenuto idoneo perché la Regione potesse individuare un nuovo gestore. La Regione però non ha pronta una soluzione alternativa a Crotone e ha chiesto un rinvio, fino al primo ottobre. Ma l’alternativa non è ancora spuntata e l’unica ipotesi in campo è quella di ampliare i volumi a Columbra, da qui la contestata ordinanza che sta comunque per entrare in vigore. Considerati i ritardi dei Comuni costituiti in Ato (ambiti territoriali ottimali) che avrebbero dovuto ricevere le competenze dalla Regione; e considerato, anche, il mancato subentro degli enti nei contratti con i gestori degli impianti, che si ritrovano a dover trattare i rifiuti senza aver sottoscritto accordi; considerata, inoltre, la saturazione degli impianti esistenti in Calabria, l’unica mega discarica ancora operativa resta quella di Crotone. Crotone sempre e per sempre? Difficile dirlo. Di sicuro ancora per un bel pò.

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