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SONO 24 le imprese di costruzioni entrate in procedura fallimentare in Calabria nel primo trimestre 2012, con una variazione di +46,8% rispetto allo stesso periodo del 2011. Nel periodo 2009-2011, i fallimenti nel settore sono stati 171 (69 nel 2011, 47 nel 2010 e 55 nel 2009) con un aumento, nel triennio, di +25,5%, in linea con la variazione nazionale (+25,3%). È quanto emerge dall’analisi dell’Osservatorio congiunturale sull’industria delle costruzioni curato dalla Direzione Affari Economici e Centro Studi dell’Ance.  

Il rapporto evidenzia anche il progressivo e consistente calo nell’erogazione di mutui per investimenti in edilizia residenziale, che, nel 2011, ha interessato quasi la totalità delle regioni. La Calabria è stata la quinta regione più colpita, con una diminuzione del 23,5% rispetto al 2010. Cali importanti sono stati registrati in Sardegna (-42,3%), Basilicata (-31%) Emilia Romagna (-27,4%), Toscana (-23,9%), Calabria (-23,5%) e Sicilia (-21,8%). Secondo l’osservatorio Ance, nonostante la crisi, il settore delle costruzioni ha dato lavoro, nel 2011, a 1.847.000 persone che corrispondono al 28,2% dei lavoratori operanti nell’industria e all’8% del totale degli occupati nell’intero sistema economico nazionale. Al Sud questa percentuale è ancora più elevata, pari, rispettivamente, al 40,7% e all’8,9%, e in Calabria sale al 52,6% rispetto all’industria (il secondo valore più alto dopo la Valle d’Aosta, dove tocca quota 54,9%) e si attesta all’8,8% rispetto all’economia.  

Nel primo trimestre del 2012, gli occupati nel settore delle costruzioni in Calabria, sono 49 mila, in calo del 14,7% rispetto allo stesso periodo del 2011. Di questi 36mila sono dipendenti (-17,8% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente) e 13 mila indipendenti (-7%). 

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