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Neve e freddo, primavera in netto ritardo in Calabria

Ma per Pasqua sarà caldo africano. Agricoltura in crisi

Calabria
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Didascalia Foto: 
Neve in queste ore sui monti del Catanzarese
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CATANZARO - Ammonta, al momento, a circa 5 milioni di euro il danno stimato per l'agricoltura dalla Coldiretti Calabria nella fascia tirrenica che va da Lamezia Terme a Campora San Giovanni, colpita in questi giorni da violente mareggiate, intense precipitazioni e venti di burrasca (LEGGI LA NOTIZIA). Danni ingenti che si aggiungono a quelli del 17 gennaio scorso, quando il forte vento creò diversi danni soprattutto nel Catanzarese e nel Crotonese (LEGGI LA NOTIZIA).

La primavera è stata accolta da un brusco ritorno dell'inverno, con la neve che ha fatto capolino in diverse zone della Calabria sopra gli 800 metri. Le previsioni per il fine settimana indicano rovesci sparsi su Calabria, coste ioniche della Basilicata e sulla Puglia salentina. Qualche fiocco di neve sui rilievi calabro-lucani al di sopra dei 1200-1300 metri. Temperature massime in lieve diminuzione. Venti da deboli a moderati e mari mossi nello Stretto di Sicilia e sul Tirreno.

Ma l'ondata di maltempo dovrebbe presto attenuarsi, dal momento che le previsioni per la prossima settimana indicano che a partire da sabato 31 marzo, una depressione Nordeuropea raggiungerà la Penisola iberica occidentale richiamando prepotentemente venti caldi africani verso l'Italia e spingendo l’anticiclone africano Hannaibal verso l’Italia, il quale pomperá di giorno in giorno masse d’aria di estrazione algerina verso la nostra Penisola e le isole maggiori. Le temperature, secondo le prime previsioni, potrebbero anche raggiungere i 27 gradi.

In attesa che la primavera prenda, dunque, il sopravvento, il bilancio per l'ultima ondata di maltempo indica che ad aver subito i maggiori danni sono stati gli ortaggi e prevalentemente la pregiata e molto richiesta dal mercato cipolla rossa di Tropea Igp Calabria che proprio in questa area può contare circa 700 ettari investiti a cipollotto.

"Non solo è andato perduto il raccolto di cipollotto Igp ma anche per non perdere quote di mercato - sottolinea la Coldiretti - sarà necessario procedere di nuovo alla loro messa a dimora e ciò comporterà un ulteriore aggravio dei costi per le aziende. Ma a subire danni prosegue Coldiretti - sono stati anche gli impianti irrigui collettivi del Consorzio di Bonifica Tirreno Catanzarese e quelli degli agricoltori all'interno delle aziende".

"Bene ha fatto la Regione a fare la richiesta dello stato di calamità - dichiara Pietro Molinaro, presidente di Coldiretti Calabria - adesso è importante che subito si avviino sopralluoghi analitici per individuare i danni subiti da ogni singolo agricoltore e alle altre attività economiche. Ancora una volta - conclude - si ripropone il tema dell'erosione costiera, la manutenzione preventiva del territorio che inevitabilmente fanno il paio con il consumo del suolo un bene prezioso da conservare". 

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