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Porto Gioia Tauro, sindacati scrivono al premier Conte

A rischio centinaia di posti di lavoro: chiesto incontro

Calabria
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Una protesta davanti al porto di Gioia Tauro
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GIOIA TAURO (REGGIO CALABRIA) - Le segreterie nazionali e della Calabria di Cgil, Cisl e Uil hanno reso noto di avere scritto al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte e ai ministri dei Trasporto Danilo Toninelli e per il Sud Barbara Lezzi per chiedere «un incontro urgente sulla situazione venutasi a creare nel porto di Gioia Tauro», facendo anche istanza affinché «nel frattempo non venga avviata alcuna procedura di licenziamento dei lavoratori, che da oggi sono in stato di agitazione».

L'appello dei sindacati arriva dopo che i portuali hanno sospeso le attività di carico e scarico dei container. La decisione di fermare il lavoro con decorrenza immediata è stata presa dopo che Medcenter Container Terminal, in occasione di un incontro in Prefettura a Reggio Calabria, ha confermato di voler effettuare nuovi licenziamenti.

«Siamo molto preoccupati - affermano Cgil, Cisl e Uil in un documento unitario - dopo l’annuncio della società Medcenter, azienda terminalista operante nel porto di Gioia Tauro, di voler attivare le procedure per il licenziamento del personale in esubero, in un numero maggiore rispetto alla procedura precedente, dopo i 377 già transitati nell’agenzia portuale che dovevano essere riqualificati e ricollocati. Riteniamo che le lunghe trattative, di fatto un vero e proprio scontro tra i due azionisti soci del Terminal Mct, abbiano prodotto un calo dei traffici nel porto adducendo le responsabilità di tale calo l'uno all’altro socio e viceversa, mentre era stato chiaramente sottoscritto, nel luglio del 2016, che entrambi i soci dovevano mettere in atto investimenti per il rilancio delle attività portuali tali da riassorbire il personale in esubero».

«Per queste ragioni, alla luce delle dichiarazioni rilasciate dai diversi Ministri circa la volontà di rilancio del Terminal portuale - riporta ancora il documento - occorre porre fine a questo interminabile braccio di ferro che rischia di far chiudere definitivamente le speranze di ripresa del porto. Riteniamo per questo di dovervi chiedere la convocazione di un incontro alla Presidenza del Consiglio alla presenza dell’azienda terminalista Mct e del suo socio Til, per una disamina congiunta dell’intera problematica, a partire dallo stato di attuazione dei protocolli sottoscritti, degli annunciati investimenti pubblici e privati per l’area portuale e retroportulale, che, ricordiamo, ricadono nelle aree Zes della Calabria. Il sindacato non accetterà che ancora una volta si utilizzi a Gioia Tauro il ricatto occupazionale per lotte di potere nazionali e internazionali per gli Hub portuali che nulla hanno a che fare con il rilancio del nostro Paese e del Mezzogiorno».

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