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CATANZARO – Una lieve speranza di ripresa per i settori dell’industria e dei servizi, male le costruzioni, peggio il credito alle famiglie. Ma chi può cerca di mettere da parte qualche soldo sperando in un futuro migliore. E’ questa, in estrema sintesi, la situazione dell’economia calabrese emersa dall’aggiornamento congiunturale presentato dalla Banca d’Italia nel corso di una conferenza stampa che si è svolta a Catanzaro, effettuato sulla base di un sondaggio che ha interessato 142 aziende.

In particolare, secondo i dati raccolti, nella prima parte del 2013 l’attività economica in Calabria ha continuato a risentire della nuova fase congiunturale sfavorevole iniziata nel 2011. Alcuni segnali di stabilizzazione si sono registrati solo a partire dai mesi estivi, ma permane un elevato grado di incertezza sulle prospettive di recupero dell’economia nei prossimi mesi. 

IL LAVORO E’ SEMPRE MENO – C’è, però, una condizione di forte crisi per quanto riguarda il mercato del lavoro. Nel primo semestre dell’annbo in corso il numero degli occupati, in Calabria, è diminuito del 6,1 per cento rispetto allo stesso periodo del 2012, con il tasso di occupazione ridotto al 38,5 per cento. 

Secondo BankItalia, “nel primo semestre del 2013 le condizioni del mercato del lavoro regionale sono ulteriormente peggiorate. Secondo la Rilevazione sulle forze di lavoro dell’Istat, il numero degli occupati è diminuito del 6,1 per cento rispetto allo stesso periodo del 2012, più che nel Mezzogiorno (-4,1 per cento) e in Italia (-2,2 per cento), accentuando la tendenza negativa nuovamente in atto dallo scorso anno”. I dati resi noti hanno permesso di registrare che “in controtendenza con quanto avvenuto negli scorsi anni e nel resto del Paese, il calo è stato più marcato per la componente femminile (-7,5 per cento) rispetto a quella maschile (-5,2 per cento)”. Rispetto alle categorie più a rischio, i dati della Banca d’Italia dimostrano che la flessione si è concentrata soprattutto tra gli autonomi, diminuiti del 15,7 per cento, mentre il numero di lavoratori dipendenti è sceso dell’1,7 per cento. La riduzione dell’occupazione ha interessato tutti i comparti di attività economica con l’eccezione dell’agricoltura, ed è stata particolarmente elevata nelle costruzioni e nell’industria in senso stretto (rispettivamente -18,3 e -12,6 per cento nella media del primo semestre del 2013)”.

Secondo la Banca d’Italia, in Calabria le imprese dell’industria e dei servizi che pure avrebbero subito un ulteriore calo del fatturato rispetto al 2012, segnalano un’attenuazione della fase recessiva a partire dal terzo trimestre, mentre giudizi negativi continuano a prevalere nel settore delle costruzioni. 

CHIUSI I RUBINETTI DELLE BANCHE – Calano prestiti e mutui bancari in Calabria, nel primo semestre del 2013, mentre aumentano, nello stesso periodo, i depositi da parte delle famiglie. E’ un dato a doppia lettura quello che emerge dall’aggiornamento congiunturale della Banca d’Italia. Negli ultimi 12 mesi – riporta il documento di analisi prodotto dal nucleo ricerca dell’istituto nella sezione dedicata al credito – i prestiti alla clientela residente in regione, comprensivi dei pronti contro termine, sono diminuiti del 2,2% (erano a quota -1,9% a dicembre 2012). La contrazione, che è solo lievemente più contenuta rispetto alla media nazionale, ha riguardato sia i prestiti erogati dalle banche appartenenti ai primi cinque gruppi nazionali (-2,9), sia le erogazioni di altri intermediari (-1,7). 
Non si è arrestato il calo progressivo dei prestiti alle famiglie consumatrici che è pari a quota -1,8%, mentre quello diretto alle imprese ha segnato una flessione dell’1,4%. Il trend flettente è proseguito nel corso dell’estate. La sorpresa, per più ordini di ragioni, è venuta invece dalla raccolta bancaria tra famiglie e imprese, che ha registrato una crescita pari al 2,4% con un balzo all’insù determinato dai depositi cresciuti del 4%, mentre le obbligazioni bancarie, in aumento alla fine del 2012, hanno subito un deciso calo (-6,3%).
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