Un migrante in un centro sprar

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CATANZARO  – I centri Sprar per l’accoglienza degli immigrati sono sparsi in tutte le 20 Regioni italiane con un coinvolgimento nel Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati (appunto lo Sprar) che fa registrare una distribuzione generale sul territorio nazionale ma in termini di posti attivi dopo la Sicilia, che continua ad avere il numero più elevato (4.839), seguita dal Lazio (4.467) (con un dato molto influenzato dalla città di Roma, dove i posti attivi sono oltre 2500), è la Calabria con 3.717 posti a disposizione a caratterizzarsi. A seguire ci sono Puglia (3.459) ed Emilia Romagna (3.038).

Ma la Calabria emerge per un secondo dato che emerge dal Rapporto annuale del Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati 2017-2018 presentato nel corso di una conferenza stampa presso la sede di Anci a Roma. La regione in punta allo Stivale, infatti, risulta essere la prima nel 2018 riguardo i progetti attivi con ben 126 progetti in corso di esecuzione, a giugno 2018. Di questi 101 sono ordinari, 17 riguardano minori non accompagnati (14 normali e 3 finanziati con i fondi Fami – Fondo Asilo Migrazione e Integrazione) e 8 riservati a chi versa in stato di disagio mentale o disabilità.

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DI TUTTI I COMUNI CALABRESI
IMPEGNATI NEL PROGETTO SPRAR

 

Andando nel dettaglio per provincia, il rapporto evidenzia come la maggiore concentrazione di progetti Sprar in Calabria, e conseguentemente di posti disponibili, sia nelle province di Cosenza e Reggio Calabria. Nella provincia Bruzia, infatti, sono attivi 48 progetti (40 ordinari, 7 minori non accompagnati di cui 1 finanziato con i fondi Fami, e 1 per disagio mentale o disabilità) per un totale di posti disponibili pari a 1.161 mentre in riva allo Stretto i progetti attivi sono 36 (28 ordinari, 3 minori non accompagnati di cui 2 finanziato con i fondi Fami, e 5 per disagio mentale o disabilità) con 1.133 posti disponibili. A seguire ci sono Catanzaro con 22 progetti (16 ordinari, 5 minori non accompagnati, e 1 per disagio mentale o disabilità) e 559 posti disponibili, Crotone con 11 progetti attivi (9 ordinari, 1minori non accompagnati e 1 per disagio mentale o disabilità) con 435 posti a disposizione e Vibo Valentia con 9 progetti attivi (8 ordinari e 1 minori non accompagnati) e 439 posti disponibili.

Dopo la Calabria si piazzano la Sicilia (114), la Puglia (112), la Campania (90) e la Lombardia (64).

Il sistema Sprar, che apparentemente sarebbe avviato verso il viale del tramonto, dimostra di godere di buona salute su tutto il territorio e sotto questo aspetto il presidente dell’Anci e sindaco di Bari, Antonio Decaro, ha annunciato che «stiamo registrando negli ultimi giorni, a partire dall’incontro con il sottosegretario Nicola Molteni al Tavolo di coordinamento nazionale, un’apertura, una disponibilità al dialogo da parte del Governo con i Comuni».

Decaro ha precisato che «come abbiamo detto più volte se noi sindaci ci siamo impegnati per l’accoglienza diffusa dei migranti, pur non avendo una responsabilità diretta, per legge, è stato sempre per evitare che la concentrazione di un gran numero di stranieri in paesi anche piccoli creasse tensioni sociali, per collaborare, quindi, a un’integrazione possibile nell’interesse di ospiti e residenti, della pace sociale e di chi deve assicurarla. Ora vogliamo essere fiduciosi che i contatti avviati a livello tecnico con il ministero si concretizzino in una riorganizzazione sì dell’accoglienza, ma senza rinunciare a quel principio che si è realizzato negli Sprar. Deve essere chiaro a tutti che i migranti lasciati senza protezione, non spariranno dal nostro territorio. Ma rischieranno di diventare irregolari, occupanti abusivi nella migliore delle ipotesi, o braccia a disposizione della criminalità, nella peggiore».

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