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di VINCENZO GALLO

Sulla stampa leggo con stupore che nel nuovo report della cabina di Regia la Calabria (insieme alla Sardegna) ha l’indice RT più basso d’Italia a 0.74 (range 0,67 – 0,81) e che c’è stata una decisa frenata dell’incidenza che si è attestata a 117 casi ogni 100mila abitanti, anche se restano alcune situazioni critiche.

Dati che contrastano con quelli della Fondazione Gimbe, secondo la quale la Calabria è da vari giorni la prima regione italiana per incremento percentuale dei casi nell’ultima settimana, con una incidenza di circa 300 casi positivi su 100.000 abitanti nelle ultime due settimane.

Anche secondo le stime del gruppo di lavoro del prof. Tosi l’indice Rt in Calabria è di poco inferiore ad 1 pari a 0.988 (https://www.covid19-italy.it/R0.html).

Un indice Rt di 0.74 non è d’altra parte coerente con i dati pubblicati ogni sera sul bollettino del Ministero della Salute, che sono inspiegabilmente diversi da quelli riportati nei report settimanali dell’ISS, senza che sia stata data alcuna motivazione ufficiale, nonostante varie segnalazioni in merito.

D’altra parte in pieno boom di contagi e di ricoveri qualche settimana fa l’indice Rt è diminuito incredibilmente da 1.33 a 0.93, facendo passare incredibilmente la Calabria in una sola settimana da zona rossa a zona arancione.

Il passaggio della Calabria in zona gialla con le terapie intensive quasi sature è una evidente forzatura che potrebbe far aumentare ancora il numero dei morti e dei ricoverati

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