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Dimissioni dei consiglieri, a Borgia si conclude
l'esperienza del sindaco Fusto: il Pd si è diviso

Calabria
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BORGIA (CZ) – Un fulmine a cielo sereno. Si dimettono otto consiglieri e decade l’amministrazione comunale di Borgia guidata dal sindaco Francesco Fusto. Tre consiglieri di minoranza, e cinque della maggioranza che fino a ieri amministrava Borgia, hanno rassegnato le loro dimissioni contestualmente, firmando davanti ad un notaio.

Finisce così, in anticipo sulla scadenza naturale del consiglio, prevista per novembre del 2017, l’amministrazione eletta a novembre 2012 e che con Progetto Democratico Francesco Fusto (Cdu) sulla poltrona di sindaco di Borgia. A rassegnare le dimissioni, per la maggioranza, il vicesindaco e assessore all’urbanistica, Elisa Sacco (Pd), l’assessore alla sicurezza urbana e programmazione nazionale e comunitaria, Giuseppe Zaccone (Pd), l’assessore alla sanità e servizi sociali Leonardo Maiuolo (Pd), il consigliere comunale Angelo Veraldi, (Pd), e il capogruppo Pd di maggioranza, l’altro Leonardo Maiuolo.

Per le opposizioni, ad apporre la firma per le dimissioni, che tutte assieme hanno provocato questo autentico "terremoto" politico, sono stati: Giovanni Maiuolo per Nuova Borgia, Tommaso Esposito, Per Borgia, e Domenico Tavano per Impegno e responsabilità per Borgia. Ora, il Comune dovrebbe essere amministrato da un commissario prefettizio, per andare poi ed elezioni, al primo turno amministrativo utile, che a questo punto potrebbe essere in questa primavera, come in tante altre realtà, calabresi e non.

Un fulmine a cielo sereno, non che mancassero le polemiche ed i distinguo, ma evidentemente qualcosa di grave si è sviluppato nel corso di questi mesi, una rottura tra il sindaco e soprattutto la sua giunta, almeno quella eletta, che in massa si è dimessa provocando la fine anticipata della consiliatura.

A non firmare, infatti, sono stati, oltre al sindaco ora decaduto, Francesco Fusto, solo il consigliere comunale Pd Riccardo Bruno e il presidente del Consiglio comunale Leonardo Ferragina (Pd). I cinque di maggioranza e i tre consiglieri di opposizione, hanno posto la loro firma davanti al notaio Carmen Infantino a Catanzaro

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