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No alle trivelle nel Mediterrano: presentato
a Catanzaro un comitato di associazioni

Calabria
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di GIULIA VELTRI

CATANZARO - Parte in Calabria la mobilitazione contro le trivellazioni a largo del Mediterraneo. Presentato alla Cittadella regionale il coordinamento regionale – del quale fanno parte le associazioni Fabbrikando l’Avvenire, GreenPeace, Legambiente, Slow Food, Italia nostra e Wwf – che punta a una sensibilizzazione dell’opinione pubblica in vista dell’appuntamento referendario del prossimo 17 aprile.

Ambiente, turismo, agroalimentare: sono solo alcuni segmenti che entrerebbero in crisi di fronte a una continua e violenta estrazione petrolifera nei nostri mari. Senza contare i risvolti legati ai rischi sismici e idrogeologici.

Da qui la chiamata alla mobilitazione da parte di associazioni e istituzioni calabresi: la Regione, infatti, è parte attiva di questa campagna, essendo fra le promotrici del referendum. Presenti, infatti, l’assessore all’Ambiente Antonella Rizzo e il consigliere regionale Arturo Bova.

«Rivendichiamo con orgoglio - ha detto Salvatore Belfiore, portavoce dei No triv Calabria - il protagonismo della Calabria in questa battaglia di civiltà a tutela dell'ambiente e dei nostri ecosistemi. Le trivellazioni sono imposte dal Governo e non trovano alcun appoggio nell'opinione pubblica».

Dito puntato contro Confindustria Calabria, rea di appoggiare le ragioni delle multinazionali: «Senza spiegare – hanno detto gli esponenti delle associazioni – che le ricadute economiche per le casse pubbliche sarebbero minime. Anzi, ci ritroveremmo a fare i conti con gli irreversibili danni provocati all’ambiente e all’economia turistica e agroalimentare».

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