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#prestarisponde, il candidato sindaco al Quotidiano
per rispondere alle domande sulle elezioni a Cosenza

Calabria
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COSENZA - Nella redazione del Quotidiano di Cosenza è ospite questa mattina il candidato sindaco Lucio Presta. Un incontro con i giornalisti che arriva all'indomani del via libera ricevuto direttamente dal premier Matteo Renzi nel corso della sua visita a Cosenza (LEGGI).

E' possibile porre domande a Presta attraverso l'hashtag #prestarisponde. In redazione conducono l'intervista i giornalisti Massimo Clausi, Michele Inserra, Maria Francesca Fortunato e Tiziana Aceto.

Lucio Presta ha lanciato subito uno dei temi principali degli impegni che intende adottare per Cosenza: «Ho intenzione di occuparmi della quotidianità - ha detto - e uno dei miei progetti è rivolto agli ultimi. E' un progetto sulla solidarietà perché bisogna ridurre la forbice tra chi sta bene e chi sta male utilizzando chi ha di più verso chi ha di meno».

Perché essere un famoso agente di grandi star la rende un possibile buon sindaco di Cosenza?

«Qualcuno pensa che io sia come un procuratore di grandi star, ma non è così. L'industria dello spettacolo è altro, ci sono tante persone che lavorano dietro a una produzione, c'è manodopera, maestranze e fortunatamente non è ancora in crisi. Io mi occupo di produzione e con me lavora tanta gente, non solo una star. La mia esperienza la metto a servizio della città».

Silvestro chiede: «Ci siamo meravigliati che uno dei primi passaggi politici ufficializzati sia stato quello di chiudere un accordo elettorale con la lista Orgoglio Brutio,con Marco Zaffino e con tanti ragazzi della periferia. Che rapporto ha con loro? Perché questa scelta? Che ne pensa dei cosiddetti quartieri periferici della città?».

«Zaffiro è stato il primo che ha parlato di una lista civica, lo sento tutti giorni e sono vicino a loro. Parlo con loro e ascolto i loro problemi. Sono quelli più giù che devono salire e bisogna partire da li».

Alla domanda su un giudizio sul sindaco uscente, Mario Occhiuto, Presta ha risposto: «Occhiuto non lo devo giudicare io, penso che ci siano tante cose da fare».

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